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Venezia 71. Senza nessuna pietà. Concorso Orizzonti. Cast strepitoso per un noir insolito

VENEZIA – Il regista punta l’obiettivo alla tempia dello spettatore e preme il grilletto. Ma non si muore, si sente la detonazione,  le urla dell’anima, si vede il sangue, ma non si muore.

Un cinema insolito quello di Alhaique, insolito per essere italiano. Duro, cattivo, senza avere mai una sola caduta verso il compiacimento o la lezione morale tanto cara ai nostri cineasti. Strizza l’occhio al noir e al crime, raccontando la storia di una vita non vissuta, il cui epilogo è una morte nella morte. Si affida a un cast stellare, stellare per bravura, lontano dai prezzolati e inutili attori che negli ultimi decenni hanno affollato set e giornalini scandalistici. Qui si recita.

Pierfrancesco Favino, ingrassato di venti chili, è Mimmo, la “maschera” di violenza e amore che si aggira per Roma sporcandosi di sangue. Solitario, silenzioso, spietato, Favino riesce a far emergere il vuoto presente nel suo personaggio, un vuoto che straripa dallo schermo e tocca lo spettatore, regalando la tensione dell’attesa, del non detto.

Mimmo recupera crediti per suo zio, uno strepitoso Ninetto Davoli, strozzino senza scrupoli. Davoli incarna Roma, che piaccia o meno. Nei suoi occhi e nella sua voce c’è la Roma delle borgate e dei bassifondi, di chi si è scrollato di dosso il fango e la miseria e che malgrado tutto resta là dov’è, anche se si indossano abiti firmati. A fianco di Mimmo, nel recupero crediti, c’è il Roscio, interpretato da uno straordinario Claudio Gioè. Folle, violento, filosofo, killer. Gioè e Favino, una coppia che si combina perfettamente regalando anche risate di echi tarantiniani. 

Roma c’è ma non si vede. Irriconoscibile, per chi come me la conosce bene, eppure sempre presente grazie agli attori. Una Roma che picchia duro, che sa essere cattiva, che accoglie nel suo ventre violenza e  brutalità. 

Protagonista femminile è la giovane Greta Scarano. È Tanya, la prostituta che fa detonare la vita di Mimmo e quella di tutti i componenti della famiglia (in alcune scene sembra di assistere a un episodio de I Soprano). Tanya, malvagità e innocenza, depravazione e amore casto. Ruolo non semplice e perfettamente riuscito.

Magistrali le scene al mare. Alhaique ci regalerà grandi sorprese, per ora godiamoci questo capolavoro noir. 

Nelle sale da giovedì 11 settembre.

  

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