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La morte dell’orsa Daniza. Delitto perfetto o metafora delle autonomie?

 

ANTEFATTO – Circa quindici anni fa l’allora Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (confluito in ISPRA) e la Provincia Autonoma di Trento, decidono di intraprendere un’operazione di conservazione dell’orso alpino numericamente troppo ridotto poter mantenere vitale la popolazione di allora. L’operazione, complicata, di fatto migliorò la situazione tanto da portare, nel 2013, il numero di orsi tra i 40 ed i 49 individui.  

FATTO – Siamo ai giorni nostri e un gentile signore decide di andar per funghi in terra d’orsi in quel di Pinzolo (TN); si imbatte in Daniza, un’orsa di più di vent’anni, con due cuccioli al seguito. L’intrepido fungaiolo, anziché allontanarsi come ovvio, si nasconde alla vista dell’orsa dietro un albero. Da qui le versioni del malcapitato sono almeno due, ma non discordano sull’epilogo. Una volta individuato, viene raggiunto da Daniza che lo striglia ben bene a memoria di cosa significa spaventare orsa e cuccioli nascondendosi tra le fronde come farebbe un predatore. La strigliata fortunatamente non impedisce al “malconcio” di giungere con le proprie gambe in ospedale. A seguito dell’incidente, di cui unico testimone sembrerebbe essere proprio il solo malconcio, l’assessore della Provincia Autonoma di Trento, Michele dalla Piccola, dichiara in scioltezza che “l’orsa ha avuto un comportamento anomalo”, mentre il Governatore del Trentino ritiene di “aver ereditato un progetto … (sull’orso ndr) … vecchio e problematico”; questa volta però, oltre alle dichiarazioni dei due fulgidi scienziati, naturalisti e politologi ed in in barba ai disfattisti, seguono i fatti della Provincia Autonoma di Trento. Editto! Si catturino gli anomali (Daniza e prole) e si trasportino in altro luogo sicuro!

EPILOGO – L’orsa viene individuata da un’equipe (composta da chi non è dato sapere) e mortalmente sedata (da chi non è dato sapere). E i due cuccioli? Uno sfugge; l’altro, una volta catturato viene munito di radiocollare e rilasciato al suo nuovo destino.

CONSIDERAZIONI – Sappiamo che la possibilità di sopravvivenza dei cuccioli diminuisce a madre deceduta. Ma non sono certo 3 orsi in meno, anche se su una popolazione esigua, che metteranno in crisi il progetto di conservazione in Trentino.  Però ci chiediamo: a quanti è venuto in mente di deportare o di abbattere un cavallo che ha sferrato un calcio, magari con conseguenze ben più gravi di quelle del nostro “malconcio”? per il morso di un cane? per un colpo sferrato da un toro o da una vacca a qualche malcapitato? o distruggere un arnia perché le api hanno punto un escursionista? Purtroppo dobbiamo constatare che la Provincia Autonoma di Trento ha sempre avuto un atteggiamento defilato rispetto alla Conservazione della Natura, dove le Aree Protette di fatto sono delle “cartoline pubblicitarie” più che unità ecologiche funzionali alla conservazione della natura. In questo quadro di insensibilità, colui che ha effettuato l’anestesia (e che non curerà certo il nostro gatto) è solo l’ultimo anello di una serie di sottovalutazioni, incompetenze tecniche e decisioni prese da politici che rivelano tutto lo splendore dei loro limiti intellettuali. Se l’orsa avesse avuto intenzioni serie il “malconcio”, al quale va la nostra solidarietà, non sarebbe certo stato tale. Magari sarebbe stato solo spaventato se qualcuno gli avesse spiegato i comportamenti da tenere e che, opportunamente tradotti, sono ampiamente disponibili anche in rete. Non vogliamo pensare, come ha fatto qualche associazione animalista, che la presenza dell’orso non fosse funzionale all’ampliamento delle piste sciistiche di Pinzolo. Forse una minore autonomia, e qui veniamo al punto, rispetto alle leggi nazionali sulle Aree Protette e sulla conservazione della Fauna Omeoterma (L 394/91 e L 157/92) sarebbe quantomeno opportuna. Questo anche per rispetto a tutte quelle Amministrazioni Ordinarie che assumono comportamenti “meno criticabili”. Ricordiamo che il progetto sull’orso alpino è frutto di fondi messi a disposizione della comunità europea e che l’orso, per legge è proprietà indisponibile dello stato italiano e non del solo Trentino. In conclusione vogliamo sottolineare il fatto che operazioni affrettate e discutibili come questa,  possono mettere in discussione altri interventi, magari dolorosi ma necessari, proprio per l’alone di scarsa affidabilità gestionale e d’incompetenza di cui sono circondati. A questo proposito ci viene in mente l’orso marsicano che non è un’altra storia.

Link utili

  • http://www.orso.provincia.tn.it/storia_arco_alpino/progetto_reintroduzione/pagina18.html
  • http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2014/08/15/news/aggredito-da-un-orso-mentre-andava-a-funghi-1.9765369
  • http://www.pnab.it/natura-e-territorio/orso/life-ursus.html
  • http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/comunicati/Nota%20Ispra_Orsa%20Daniza.pdf

http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf?Open#comunicato&id=24907a339e3eea20c1257d350033e266

 

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