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Jobs Act. Blitz degli studenti al ministero del Lavoro. ‘#Non siamo servi’

Il ministro Alfano, abbiamo aperto un varco

ROMA – Matteo Renzi non piace neppure ai giovani. A Roma, infatti, c’è stato un blitz notturno al Ministero del Lavoro degli gli studenti della Rete della conoscenza contro l’approvazione al senato del «Jobs Act». Un gruppo di ragazzi ha srotolato uno striscione con la scritta «#Non servi. La precarietà è il problema. Il Jobs Act non è la soluzione».  «La ricetta che ci viene proposta – dice Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – prosegue sulla strada della flessibilizzazione del mercato del lavoro, conferendo maggiori possibilità al datore di lavoro».

«Le iniziative del governo e il rispetto dei vincoli di bilancio – proseguono gli studenti – non servono affatto a portarci fuori dalla crisi, la definitiva cancellazione dell’articolo 18 non aumenterà l’occupazione; né vogliamo essere servi in un mercato del lavoro precarizzato che non risponde affatto alle nostre aspirazioni e ai bisogni della società».  «Oggi siamo a Milano in corteo con la Fiom – conclude Laterza – e compieremo azioni in diverse città d`Italia, a partire dal blitz effettuato al Ministero del Lavoro a Roma, per esprimere il nostro dissenso all`approvazione del Jobs Act al Senato e denunciare le scelte politiche che saranno consacrate nel corso del vertice europeo sul lavoro a Milano. Al Jobs Act contrapponiamo una piattaforma di estensione delle tutele: vogliamo un vero contratto unico, un reddito di base contro ricattabilità e marginalità sociale, investimenti in diritto allo studio, ricerca e innovazione».

«Porteremo questi temi nelle piazze di tutto il Paese. Entreremo in scena a partire dal 10 ottobre per un’istruzione gratuira, welfare e diritti per tutte e tutti e per farla finita con la precarietà», concludono gli studenti.

Alfano elogia il jobs act

Diversa la posizione di Angelino Alfano, ministro dell’Interno, che continua a difendere l’operato dell’Esecutivo: “Sul Jobs act  biamo l’orgoglio di dire che abbiamo aperto un varco. Su questo argomento abbiamo noi aperto le danze, dicendo che questo sarebbe stato il vero tema da affrontare a settembre. Come Ncd anticipiamo sempre un pò i tempi, con le nostre idee riformatrici

aiutiamo un presidente del consiglio che non viene da sinistra a superare alcune resistenze della vecchia sinistra. Grande soddisfazione – ha aggiunto – , siamo contenti del voto di fiducia sulla delega sul Jobs Act. Il Parlamento dà la delega al Consiglio dei ministri. Un punto di equilibrio positivo che può consentire una riforma del mercato del lavoro che è superato da tutti gli altri paesi.

Dal maggio ’70 il nostro sistema Paese è completamente cambiato, c’è la globalizzazione, è cambiato il mondo. Bisogna aiutare chi può fare le assunzioni, chi assume non deve avere l’incubo che poi non ti puoi più separare per tutta la vita».

 

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