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Ennesimo crollo dei consumi, nell’ultimo triennio -78 miliardi sul mercato

 

ROMA – Sono drammatiche, ma non ci sorprendono affatto, le stime odierne della Confcommercio sull’andamento dei consumi, diminuiti a settembre del -0,2% sul mese precedente e del -0,6% sull’anno.

Le ennesime cifre negative che si accodano al pessimo andamento dei consumi delle famiglie registrato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori pari, nel triennio 2012-2013-2014, al -10,7%.Una percentuale che equivale ad una contrazione della spesa delle famiglie di circa 78 miliardi di Euro. Allarma in particolar modo la riduzione dei consumi alimentari, diminuiti ad agosto del -3,7% sull’anno: che si traduce, per una famiglia media, in una contrazione della spesa alimentare di ben 207 Euro nell’ultimo anno.Non dimentichiamo che tale settore è l’ultimo ad essere intaccato in una situazione di crisi: rappresenta quindi un termometro importante per comprendere il profondo disagio che le famiglie stanno vivendo.

Così come l’andamento relativo al settore della salute la cui spesa ha conosciuto, dal 2008 ad oggi, una contrazione del -23,1% dal 2008.

Allarmante è anche il caso dell’energia, in cui aumentano il tasso di morosità +12% per l’elettricità e +2% per il gas e crescono le richieste di sospensione +9,6% per l’elettricità e +3.7% per il gas.

Tutti segnali di fronte ai quali è necessaria una presa di posizione decisa e responsabile da parte del Governo, il quale è chiamato ora ad intervenire prontamente per rimettere in moto il mercato.Una seria operazione di rilancio che presuppone una ripresa del potere di acquisto che necessariamente passa attraverso un piano straordinario per l’occupazione.

Investimenti per lo sviluppo e la ricerca, investimenti per la realizzazione di infrastrutture e fondi per l’espansione e la qualificazione dell’offerta turistica: questi sono solo alcuni esempi di ciò che si dovrebbe fare per far ripartire l’economia e creare nuovi posti di lavoro. In tale contesto è una follia anche solo paventare, attraverso clausole di salvaguardia, nuovi aumenti dell’IVA o delle accise sui carburanti che, come calcolato dal nostro Osservatorio, a regime comporterebbero ricadute di ben 842 Euro annui a famiglia.  

 

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