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Draghi da Helsinky: Paesi UE rinuncino a parti di sovranità

ROMA – Draghi da Helsinky diffonde messaggi a mercati e governi. Il numero uno della Eurotower rassicura i mercati dicendosi pronto a far scattare ulteriori misure per scongiurare il rischio della deflazione, invita i governi ad agire ricordando che la mera politica monetaria non può più di tanto per far ripartire l’Eurozona.

Il Governatore auspica inoltre il passaggio da regole comuni ad istituzioni comuni con una ulteriore limata alle sovranità nazionali nel convincimento che l’euro sia ormai un processo irreversibile e tale deve restare per tutti i Paesi membri.

Sui mercati

Nella capitale finlandese Draghi ha ribadito come la Bce sia pronta ad intervenire in maniera ancora più incisiva se i i primi segnali positivi di ripresa che comincerebbero a vedersi, e che comunque richiederanno altro tempo per manifestarsi pienamente, non si affermassero in una crescita effettiva. 

Il rischio nell’Eurozona resta infatti quello della deflazione, con un indice nell’area euro che si ferma allo 0,4 per cento contro una dato considerato auspicabile di circa il 2 per cento.

Se le previsioni relative ai dati inflattivi in uscita domani, con un tasso che si attende ancora in ribasso allo 0,3 per cento, venissero confermate la possibilità che la riunione del board della BCE in calendario per il prossimo 4 dicembre decida di cominciare un intervento di QE, quantitative easing ovvero l’acquisto di titoli di Stato sul mercato, si farebbero molto più concrete.

Sui governi e la sovranità

Draghi sprona i Governi di Eurolandia a fare di più “Tutti gli attori politici – sia a livello nazionale che europeo – devono fare la loro parte” lavorando per la riduzione del debito, l’aumento della crescita potenziale e la solidità dell’euro. Per il Governatore infatti non ci si può aspettare che sia solo la BCE a farsi carico della ripartenza dell’area. Secondo Draghi, infatti, non basta la sola politica monetaria.

Draghi invita poi i Paesi membri a far fare all’Eurozona il passaggio al livello superiore, passando da regole comuni ad istituzioni comuni. Un appello che va controcorrente rispetto alle richieste di ripensare il modello di Unione Europea, o finanche di ripensare in toto l’adesione alle istituzioni comunitarie, che arriva da molte forze politiche del vecchio continente.

L’Euro deve essere irreversibile

Per Draghi non va minimamente considerata l’opzione di uscita dall’Euro. Draghi insiste sulla necessità che il processo che ha portato alla creazione della valuta comune debba restare, debba essere considerato e debba essere percepito come un processo irreversibile.

In particolare il Governatore dichiara che “Deve essere chiaro che il successo dell’Unione monetaria dipende dal suo successo ovunque. Tutti i paesi devono trarre permanentemente beneficio dalla partecipazione all’Unione. E questo significa che i requisiti necessari non vanno raggiunti solo al momento dell’adesione, o solo una volta. Devono essere costantemente rispettati. Devono essere un aspetto irrevocabile dell’adesione”. 

E tornando sulla limatura da dare alle sovranità nazionali Draghi conclude che per quanto riguarda il rispetto dei parametri di bilancio “gli accordi istituzionali che garantiscono il rispetto di questi requisiti devono avere una natura vincolante, in una forma permanente”.

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