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Sciopero generale. L’Italia non accetta di perdere i diritti

L’Esecutivo precetta i ferrovieri. Camusso, atto gravissimo. E’ scontro tra governo e sindacato

ROMA – Non si placa la tensione tra governo Renzi e sindacati a meno di 24 ore dello sciopero generale indetto dalla Cgil e Uil. Il governo, infatti, ci ha messo del suo. Ha precettato i ferrovieri, mandando su tutte le furie il sindacato.

E’ stato proprio il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ad emanare un’ordinanza di precettazione per i dipendenti ferroviari, in considerazione del “fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati” per gli utenti. Stando alle cronache Lupi avrebbe agito in basa sulla segnalazione dell’Autorità di garanzia per gli scioperi. “Abbiamo assunto – ha dichiarato il Garante –  una decisione tecnica. Abbiamo più volte detto ai sindacati di escludere dalla manifestazione del 12 l’intero comparto del trasporto ferroviario. E questo perché era stato proclamato un altro sciopero nello stesso settore per il 13 e il 14. Siccome la concentrazione eccessiva è vietata dalla legge e i sindacati hanno ribadito la volontà di non adeguarsi alle indicazioni dell’autorità” Tuttavia la decisione unilaterale ed improvvisa non è affatto piaciuta a Susanna Camusso, la quale ha definito l’azione di Lupi “un atto gravissimo”, nonché “un’esplicita violazione delle norme di legge, che viene strumentalmente usata”. La leader sindacale chiarisce comunque che “rispetterà la precettazione per tutelare i singoli lavoratori”. Ma non solo. “Non era mai successo che nell’immediata vigilia di uno sciopero generale fosse assunta una tale decisione – aggiungono i segretari di Cgil e Uil – per di piu’ contravvenendo alle norme e procedure previste in materia dalla legge. Peraltro, in precedenti analoghe circostanze, la verifica dell’eventuale compressione del diritto alla mobilita’ veniva effettuata successivamente allo svolgimento della manifestazione: una compressione che, in questo caso, siamo certi non si verifichera’ affatto”. 

Secondo Camusso e Barbagallo, “il danno, poi, si aggiunge anche la beffa: il Ministero, a precettazione gia’ effettuata, ci ha convocato per oggi pomeriggio. Di cosa dovremmo discutere, ora? Siamo di fronte a un inequivocabile atto di lesione del diritto di sciopero sancito dall’articolo 40 della Costituzione: un atto discriminatorio nei confronti di una parte di nostri concittadini. Ecco perche’ questa vicenda va al di la’ del caso specifico, mettendosi in discussione una delle massime espressioni della democrazia nel nostro Paese. E’ nostra intenzione investire dell’accaduto le massime cariche dello Stato”. Non sarà comunque una precettazione a fermare la mobilitazione di domani. Lo sciopero generale contro le politiche del governo Renzi va avanti. Domani sarà una giornata di astensione in tutti i luoghi di lavoro di otto ore, con 54 manifestazioni che si svolgeranno lungo l’intero Paese, di cui 10 a carattere regionale, 39 a carattere provinciale e 5 a carattere interprovinciale, per chiedere un cambiamento del Jobs Act e della legge di Stabilità.

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