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Sade, regina del cool

Nel 1984 il debutto folgorante con il sorprendente “Diamond life”

“Con la raffinata mistura di rhythm’n’blues, jazz e pop plasmata dal suo gruppo, l’anglo-nigeriana Sade, ponendo persino le basi per il moderno trip-hop, si è guadagnata per sempre il titolo che le assegnò il Time negli anni Ottanta: Queen Of Cool”  (Sereni, Fiori, Ondarock)

Protagonista del pop-soul sofisticato

Sarà per sempre ricordata per la sua voce intensa e suadente, per la sua musica elegante e sofisticata e per il suo debutto folgorante con un album di enorme successo. Sade Adu, 55 anni, anglo-nigeriana è una delle protagoniste della musica degli ultimi trent’anni. Proprio nel 1984 usciva il suo primo disco, “Diamond life” che fu molto apprezzato dal pubblico e della critica. Era nata una vera e propria star che a differenza delle altre cantanti degli anni ’80 non fece mai parlare di se per il gossip. Per lei parlavano soltanto i suoi dischi, sempre molto venduti e i suoi concerti.

Nata da padre nigeriano e madre britannica, poco dopo la sua nascita la famiglia si trasferì in Inghilterra vivendo prima a Clacton-on-Sea quindi, dal 1984, a Camden Town presso Londra.

La sua carriera musicale è iniziata come cantante di due gruppi funk britannici, “Arriva” e “Pride”, prima di dar vita al gruppo che porta il suo nome, presentato per la prima volta nel 1984 durante lo show The Tube di Channel 4.

Nel 1983 in previsione di debuttare con il primo album Sade organizzò con molta cura la sua band. La cantante aveva le idee molto chiare: voleva una musica soft, elegante, sofisticata con molte influenze, dal pop, al soul al rhythm and blues e venature di jazz. I musicisti scelti dalla cantante furono Andrew Hale alle tastiere, Stuart Matthewman alla chitarra, sassofono e co-autore di tutti brani e Paul Denman al basso.

“Diamond life” debutto trionfale

Con una band affiatata e di ottimo livello tecnico, Sade si reca negli studi di registrazione Power Plant di Londra per incidere le nove canzoni che compongono il suo primo album, “Diamond life”. La cantante si affida alla sapiente produzione di Robin Millar (Everything but the girl, Five young cannibals), protagonista del pop inglese degli anni ’80. Sade vuole un suono brillante, caldo in cui la sua voce sexy possa essere in evidenza senza oscurare l’abilità dei musicisti. Oltre alla band la cantante di colore è accompagnata da session man quali Terry Baley alla tromba, Paul Cooke alla batteria, Martin Ditcham e David Early alle percussioni. Nonostante abbia appena 25 anni Sade appare matura sia come cantante che come compositrice. L’album racchiude tutte canzoni di grande gusto, orecchiabili, ottimamente arrangiate come “Smooth operator”, “Your love is king”, “Hang on to you love”, “Cherry pie” e la bellissima “Why can’t we live together”, scritta da Timmy Thomas che chiude l’album. Il risultato finale per essere un album di debutto è sorprendente. Ogni aspetto realizzativo è curato alla perfezione: suoni, arrangiamenti, parti strumentali, funzionano e sin dal primo ascolto Sade cattura l’ascoltatore anche per la sua forte carica sensuale.

Dopo la vittoria del Grammy nel 1985 come “Best new artist” il Time la porterà in copertina con il titolo di “Queen of Cool”, termine anche musicale per indicare tutto ciò che è “calmo” e “rilassante” e la sua fama diventerà così grande che il pubblico finirà per percepire i Sade non più come gruppo (che pure rimarrà negli anni immutato e fedelissimo) ma come un progetto solista.

“Diamond life” fu pubblicato nel luglio del 1984 e fu un successo immediato e travolgente.  Arrivò al primo posto in Austria, Germania, Francia, Nuova Zelanda e Svizzera, al secondo posto in Gran Bretagna, al terzo posto negli Stati Uniti e al quarto posto in Italia. Le vendite complessive hanno superato le dieci milioni di copie in tutto il mondo.

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