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Crisi. Paramentri per una ripresa, il governo rilanci l’occupazione

ROMA – Riforme, alleanze, patti e scissioni… sembra che in Parlamento si continui a parlare di tutto tranne che di ciò che veramente serve ed interessa al Paese: investimenti per la ripresa e lavoro. 

Come denunciamo da tempo, sostenuti da importanti ricerche e dati economici, sono queste le priorità per l’Italia in questo momento. Tutti gli altri dibattiti, seppure importanti, non risultano altrettanto urgenti e necessari.

Tra l’altro vi sono delle condizioni favorevoli, dal punto di vista economico, che potrebbero aiutare la ripresa:

1. In primo luogo vi è il calo del costo del petrolio, che risulta più che dimezzato. Questo non significa solo un abbassamento del prezzo dei carburanti (tra l’altro ancora insufficiente, come sottolineiamo da tempo), ma comporta anche una forte riduzione dei costi energetici a carico delle imprese.

2. Inoltre il tasso di cambio con il Dollaro risulta particolarmente favorevole alle nostre esportazioni, già rilevate in crescita a dicembre 2014 del +5,3% rispetto allo stesso mese del 2013.

3. Altro fattore da non sottovalutare è il mercato finanziario. Da sempre siamo scettici nei confronti degli intermediari finanziari, che tanti danni hanno causato alle famiglie e al Paese. Se direttamente gli istituti di credito, o comunque un’intermediazione finanziaria corretta, trasparente e controllata a dovere dalle Autorità vigilanti, operassero in maniera equa, si aprirebbero grandi possibilità per la crescita del Paese. Infatti, sfruttando il livello contenuto dei tassi, si avrebbe l’occasione di utilizzare le risorse per effettuare politiche espansive di investimento, che puntino sulla ricerca, sullo sviluppo tecnologico, sulle comunicazioni (banda larga in primis), nonché sulla realizzazione di infrastrutture utili al rilancio ed alla qualificazione dell’offerta turistica.

Il Governo deve aprire gli occhi e avviare immediati provvedimenti in grado di sfruttare questi elementi favorevoli, che offrono un vero e proprio trampolino per il rilancio del sistema economico italiano. Le imprese finora non hanno certo dato il meglio di sé nel sostenere l’economia nazionale, preferendo spesso rifugiarsi all’estero. Se non saranno queste ultime ad investire ed aprire una nuova fase di crescita, toccherà al settore pubblico agire e farsi carico del rilancio economico, per creare nuove prospettive e posti di lavoro. L’effetto non sarà solo quello di dare occupazione a giovani e meno giovani attualmente disoccupati, si restituirà ossigeno anche all’intero universo familiare, alleggerendo il carico di nonni e genitori attualmente impegnati a sostenere nipoti e figli senza lavoro.

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