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ROMA – Mentre le Borse europee chiudono in perdita, con Madrid e Milano tra le peggiori, cresce la preoccupazione degli investitori per le distanze tra la Grecia e i partner europei sulla trattativa sulla rinegoziazione del debito, in particolare dopo il discorso di ieri nel quale Tsipras, ha ribadito che intende mantenere tutte le sue promesse elettorali, che vanno in senso opposto rispetto all’austerità applicata dal precedente governo.

Insomma Atene non molla, nonostante il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker fa sapere che non si abbasserà alle richieste do Alexis Tsipras.

Nell’area euro “non è aria” di un cedimento alle richieste della Grecia di ricevere un prestito ponte incondizionato, ha avvertito Juncker. “Capisco che Tsipras deve creare discontinuità rispetto al precedente governo, ma è anche chiaro che la posizione dell’Ue non cambierà interamente per assumere l’intero programma annunciato da Tsipras”. E “non penso – ha aggiunto a margine di un convegno nei pressi di Berlino – che riusciremo a trovare un accordo in tempo” per il vertice europeo di questa settimana. Juncker ha ammesso che le discussioni con il premier  ellenico la scorsa settimana sono state “amichevoli”. Tuttavia “non bisogna dedurne che l’umore generale nell’area euro sia cambiato al punto tale da far cedere senza condizioni alle richieste del governo Tsipras”.  

Il neo governo greco, dal canto suo, fa sapere che non scenderà a nessun compromesso sulla crisi umanitaria. La Grecia, infatti, pretende un netto taglio all’avanzo primario previsto dal piano di correzione voluto dall’Ue. Sono queste le “linee di confine” tracciate da fonti del ministero delle Finanze, guidato dall’economista di Syriza Yanis Varoufakis. Le stesse fonti del suo dicastero hanno riferito che si punta a negoziare un nuovo accordo con i creditori che entri in vigore a partire dal primo settembre. 

Nel frattempo in Italia è stata organizzata per sabato 14 una manifestazione nazionale di solidarietà e partecipazione con il popolo greco. Inutile dire che le richieste  della Grecia potrebbe  aprire un varco sul caso “austerity” anche negli altri Paesi pressati dalle richieste economiche della UE.

“I prossimi giorni saranno cruciali – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa che si terrà contemporaneamente in altre capitali europee – Non possiamo lasciare i greci da soli. Il braccio di ferro fra la Grecia e la BCE e le elites dominanti europee è la prova di forza fra due idee di Europa. Una solidale, l’altra egoistica. Diamo più forza alla prima”. “Il ricatto della BCE al nuovo governo greco è un ricatto contro tutti noi – spiegano ancora – . La Grecia dimostra che una alternativa economica, democratica e sociale alla austerità e al neoliberismo è possibile e può vincere. Per questo dobbiamo alzare la testa e non avere paura. Siamo tutti in gioco”.  

E non è tutto, visto che nei prossimi giorni si svolgeranno due importanti appuntamenti europei, l’Eurogruppo e il Consiglio Europeo, da cui dipendono i destini della Grecia e dell”Europa. Per questo il governo italiano farebbe bene a intraprendere la via del coraggio appoggiando il governo greco nei negoziati di ristrutturazione del debito sovrano e nella proposta di swap dei titoli greci con nuovi bond. E sorpattutto appoggi le richieste greche di  allentamento dei rigidi parametri imposti dalle regole del Fiscal Compact, come ha ben espresso il capogruppo dei deputati di Sel, Arturo Scotto.

Insomma, dice il deputato, “Renzi prenda l”iniziativa e cancelli dalla nostra Carta costituzionale il pareggio di bilancio e proponga ai partner europei un Green New Deal continentale (un Piano europeo per   l’Occupazione) con adeguate risorse pubbliche, nuove ed aggiuntive rispetto a quelle previste nel cosiddetto Piano Juncker. 

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