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Istat. A dicembre calo consumi. Fuori luogo parlare di fiducia

ROMA – Appaiono piuttosto inverosimili i dati sulla fiducia dei consumatori.La stessa Istat ha appena finito di pubblicare i dati sulla contrazione dei consumi definendo il 2014 come l’ennesimo anno nero per il commercio al dettaglio; ora invece annuncia il “balzo della fiducia dei consumatori a febbraio, al top dal 2002”.Due andamenti inconciliabili, che appaiono quantomeno curiosi.

Le motivazioni sarebbero da ricercare nei principali eventi accaduti nel corso della rilevazione: “dall’elezione del Presidente della Repubblica ai dati positivi sull’occupazione”. È ovvio che si tratta di giudizi dati sulla scia dell’entusiasmo. Un entusiasmo a nostro giudizio ancora prematuro per quanto riguarda l’occupazione, che ha dato solo timidissimi segnali di ripresa.

Per questo invitiamo l’Istituto di Statistica alla cautela: nella condizione in cui si trovano le famiglie (che l’Istat conosce bene dal momento che ha recentemente diffuso i dati relativi alla crescente povertà), parlare di ottimismo e di “fiducia al top” sembra alquanto fuori luogo.  

Per l’Istat, aumenta la fiducia

Il 2014 è stato sicuramente un anno nero per le vendite al dettaglio. A renderlo noto è oggi l’Istat. Nello specifico a dicembre 2014 l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2014, l’indice diminuisce dello 0,1% sui tre mesi precedenti. Nell’intero anno 2014 le vendite registrano una variazione tendenziale negativa dell’1,2%, sintesi di flessioni dell’1,1% per i prodotti alimentari e dell’1,2% per i prodotti non alimentari. Nel confronto con novembre 2014, le vendite diminuiscono dello 0,2% sia per i prodotti alimentari che per quelli non alimentari.

Rispetto a dicembre 2013, l’indice grezzo del valore del totale delle vendite registra un aumento dello  0,1%. L’indice del valore delle vendite di prodotti alimentari aumenta dello 0,8%, quello dei prodotti non alimentari invece segna un calo dello 0,3%.

Con riferimento alla forma distributiva, nel confronto con il mese di dicembre 2013, le vendite segnano un aumento per le imprese della grande distribuzione (+0,6%) e una flessione per quelle operanti su piccole superfici (0,4%).

La fiducia dei consumatori , sempre secondo l’Istat cresce invece a febbraio, con l’indice che misura l’ottimismo che sale a 110,9 punti (da 104,4 di gennaio). I giudizi dei consumatori migliorano sia con riferimento all’attuale situazione economica del Paese, sia per quanto riguarda le attese.  Guardando ai principali eventi accaduti nel corso della rilevazione, si va dall’elezione del presidente della Repubblica ai dati positivi sull’occupazione.

La fiducia delle imprese a febbraio sale ai massimi dal giugno del 2011, con l’indice che si porta a 94,9 punti (da 91,6 di gennaio). L’Istat, spiega che la rilevazione potrebbe risentire anche degli effetti di quanto accaduto negli ultimi giorni di gennaio, quando è stato annunciato il Qe (Quantitative easing) http://it.wikipedia.org/wiki/Alleggerimento_quantitativo.

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