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Grandi opere. Lupi non risponde. L’indignazione sale

ROMA – La faccenda sulle Grandi Opere e sul coinvolgimento del Ministro Maurizio Lupi prende dei risvolti a dir poco inquietanti. Da una parte le rivelazioni delle intercettazioni che gettano ombre sull’operato delle istituzioni, dall’altro le richieste inascoltate di spiegazioni, nonchè delle dimissioni.

Oggi  il question time alla Camera è stato cavalcato dalla vicenda sugli appalti. Sono volate grida rivolte al ministro con continui “dimettiti”, altri parlamentari hanno sollevato la camicia per far vedere bene l’orologio al ministro, ricordandogli l’episodio del Rolex regalato al figlio da Stefano Perotti.

Lupi, però non ha risposto. continua a dirsi estraneo ai fatti. Considera le richieste legittime, ma al momento non risponde: “Rispetto alle legittime richieste di chiarimento, sia sugli aspetti di politica strutturale che nel merito ritengo doveroso che questo avvenga quanto prima in Parlamento, nelle forme e nei tempi che saranno stabiliti dalla Presidenza”. L’unica novità è che Ercole Incalza non è più il direttore dell’unità tecnica da dicembre 2014 e non ha attualmente alcun rapporto di consulenza e collaborazione col ministero”. 

Tuttavia non si spengono le polemiche contro questa vergognosa vicenda, come fa ben intendere la deputata del Movimento Cinque Stelle, Giulia Sarti: “Chiediamo che sia calendarizzata al piu’ presto e votata da tutti la mozione di sfiducia” per il ministro Maurizio Lupi.”

Tuona anche Giorgia Meloni.  presidente di Fratelli d’Italia, la quale chiede a gran voce: “La mozione di sfiducia deve essere presentata nei confronti di tutto il Governo, non solo ad un singolo ministro. Perché se dai giornali leggiamo che Lupi ha il figlio a cui regalano l’orologio, la Boschi ha il padre che si arricchisce con i decreti fatti dal governo sulle banche popolari e Renzi ha una società di famiglia i cui debiti sono stati pagati dai contribuenti per oltre 200 mila euro. Significa, secondo me, che devono andare a casa tutti”. 

Critici anche  i deputati di Alternativa Libera: “La posizione del ministro delle Infrastrutture Lupi risulta di ora in ora più inquietante, lasciando trasparire un quadro che appare, sul piano politico, incompatibile con il ruolo che egli riveste”. E poi: “Al netto della vicenda giudiziaria, che spetta alla magistratura chiarire, si pone comunque una questione politica rispetto a cui non è concessa alcuna ambiguità”.

Sulla vicenda interviene anche il senatore del Partito democratico Francesco Russo: “Ascolteremo le parole di Lupi. Ma se i regali di cui si parla nelle intercettazioni dovessero essere confermati non possiamo far finta che non esista un Codice Etico – voluto dal Governo Monti – che impedisce a qualunque dipendente del Ministero di accettare per se’ o per altri regali superiori a 150 euro”. “Il punto centrale non e’ se il ministro delle Infrastrutture sia o meno indagato. Il punto e’ capire se si sono verificati dei comportamenti inopportuni capaci di mettere in cattiva luce tutta l’azione del governo, della maggioranza del Parlamento e del nostro Paese. Se la risposta e’ si’, Lupi deve fare un passo indietro”. 

E probabilmente la stessa cosa dovrebbe fare anche il governo che lo ha investito di questa delicata e importante carica.

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