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Musica. “Tracker”, il nuovo album di Mark Knopfler

E’ uscito in tutto il mondo il 17 marzo il cd dell’ex leader dei Dire Straits

“La grandezza di un musicista non sta, secondo me, solo nella sua musica, ma anche nelle cose che ‘pensa’ della Musica”  (Mark Knopfler)

MILANO – E’ stato pubblicato in tutto il mondo da alcuni giorni il nuovo album di Mark Knopfler, il celebre chitarrista e fondatore dei Dire Straits, una delle rock band più significative degli anni ’80 e ’90. La fatica discografica del compositore di Glasgow si intitola “Tracker” e prosegue il percorso musicale solista dopo lo scioglimento dei Dire Straits: atmosfere calde, soft, con sonorità folk molto intimiste in cui la sua chitarra crea vere e proprie storie. La sua voce malinconica contribuisce in maniera determinante ad un ‘mood’ profondo e riflessivo.

Ecco lo stesso Knopfler come spiega la genesi del nuovo album: “Il titolo del disco mi è venuto in mente cercando di trovare una mia strada lungo i decenni. Guardando da fuori il tempo trascorso, le persone, i posti, le cose del mio passato e il processo di tracciare come si registrano le canzoni in studio”.

Nell’album, composto da undici brani, composti dal chitarrista, suonano Guy Fletcher alle tastiere (già presente in molti album dei Dire Straits), Michael McGoldrick al flauto traverso irlandese, Glenn Worf al basso elettrico e al contrabbasso, Ian Thomas alla batteria, Nigel Hitchock al sassofono, Tom Walsh alla tromba, Bruce Molsky alla chitarra acustica e al banjo, Phil Cunninghan alla fisarmonica e Ruth Moody alla voce. L’album è stato prodotto e arrangiato da Mark Knopfler e Guy Fletcher.

Nel mese di maggio il chitarrista e la sua band saranno in tour in Europea.

Una rock star schiva

Mark Knopfler, è una rock-star atipica, di carattere schivo e riservato, non ha mai interessato riviste scandalistiche per comportamenti eccessivi ed eccentrici. Prima di raggiungere il successo internazionale con i Dire Straits, fece il giornalista e poi si laureò in Letteratura inglese. Iniziò a suonare da autodidatta la chitarra intorno ai 14 anni. I suoi punti di riferimento erano Albert King, Chet Atkins, Jimi Hendrix e Bob Dylan. Nel 1973 si trasferì a Londra dove lavorò come assistente sociale. Insieme al fratello David decise di abbandonare la sua professione per dedicarsi a tempo pieno alla musica. Fu un periodo molto difficile Per Mark Knopfler. La scena musicale londinese allora (1976-1977) era dominata dal punk e dalla new wave. Il chitarrista era invece interessato ad una musica completamente diverse: un rock-blues con venature folk. In quegli anni, Mark scrisse numerose canzoni; tuttavia, essendo timido e poco fiducioso nelle proprie capacità di compositore, era restio a eseguirle in pubblico, preferendo limitarsi a suonare pezzi altrui oppure interpretare cover di brani famosi. Una prima svolta ebbe luogo nell’aprile del 1977, allorché il fratello David gli presentò John Illsley, un amico che studiava sociologia e lavorava in un negozio di dischi; Illsley fu chiamato a sostituire per un concerto il bassista dei Café Racers, che era malato. A seguito di tale episodio, John e i fratelli Knopfler decisero di costituire una nuova band: dopo aver iniziato a condividere un appartamento a Deptford, si dedicarono a provare insieme i brani composti da Mark. Il progetto si concretizzò quando si unì a loro il batterista Pick Withers, già socio di Mark Knopfler nei Brewers Droop, noto per aver fatto parte degli Spring e dei Primitives. La line-up della band era pronta per il grande successo internazionale.

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