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ROMA – L’orgoglio o l’amore, la morale comune o la propria verità, la vita o la morte. Quanto coraggio ci vuole per diventare madre? Una sola decisione può cambiare tutto. La Scelta è un film che metterà in dubbio tutte le vostre certezze. Nelle sale dal 2 aprile, verrà presentato al Festival di Pechino il 21 aprile.

La regia è di Michele Placido che si è liberamente ispirato a L’innesto di Luigi Pirandello. Il testo teatrale è del 1919 ma dopo quasi cento anni, il tema non potrebbe essere più attuale. Nella Scelta si racconta il dilemma che nasce in una coppia rispetto alla decisione di portare a termine una gravidanza improvvisa, seguita a una violenza. Una decisione dolorosa che metterà in crisi gli equilibri dei protagonisti.

Al centro della storia c’è Laura, maestra elementare, (Ambra Angiolini) la musica classica in testa e il sogno di un figlio nel cuore.  Da anni lei e il marito Giorgio (Raoul Bova) si amano intensamente e provano ad allargare la famiglia ma la gravidanza non arriva e il vuoto viene riempito da un gatto, dalle figlie di sua sorella Francesca (Valeria Solarino), dai suoi allievi. Il bambino tanto atteso giunge in modo traumatico: Laura viene stuprata e rimane incinta, forse del suo aggressore. Inizierà allora un tormentato percorso sentimentale che porterà i due coniugi su posizioni diverse. Lui dovrà combattere con l’orgoglio, il disonore, la tradizione mentre lei seguirà solo il suo cuore di madre. Quanto è importante il legame biologico con il proprio figlio? A quali certezze si è disposti a rinunciare per amore?

La Scelta è un film spirituale, un thriller psicologico che lascia lo spettatore come appeso a un filo. Pone delle scelte etiche a cui anche l’uomo più colto, intelligente e aperto fa fatica a rispondere. Nella vicenda c’è una donna che impone una scelta che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare. Lo spettatore è inevitabilmente coinvolto in questa decisione ma talvolta si ritrova dalla parte di Laura, talvolta comprende meglio Giorgio e soffre con lui. 

Il film porta sullo schermo tutta l’attualità di Pirandello. La storia è ambientata a Bisceglie, in Puglia, ma è senza tempo e senza luogo. Per dargli modernità, Michele Placido dice di aver scelto “due protagonisti ‘normali’ nel loro percorso, non troppo definiti, due artisti popolari che hanno attraversato con successo vari generi ma che, pur essendo dei divi, rappresentano bene una coppia normale in cui ci si può immedesimare”.

Raoul Bova, che si è lasciato  alle spalle la commedia romantica che gli ha dato successo, si cimenta qui in un ruolo impegnativo. L’interpretazione di Ambra Angiolini è intensa, l’attrice fa tesoro dell’esperienza teatrale in La misteriosa scomparsa di W e si cala perfettamente nella parte di una femmina pirandelliana. Laura non vuole essere una vittima sceglie di avere un figlio che forse è frutto della violenza e su tutto questo si confronta, si scontra con il marito ma, soprattutto, dice, “sceglie di non essere ridotta a mero caso di cronaca, di guardare oltre”. 

Dunque da quasi un secolo, quando scriveva Pirandello, a ora, le cose non sono per niente cambiate? Ambra risponde: “Credo che tutti i femminicidi e le cose drammatiche che succedono oggi ci dicano proprio questo. Ci piacerebbe dire che siamo avanti ma in realtà leggiamo tutti i giorni di queste situazioni o di donne che cadono in depressioni improvvise di cui nessuno si era accorto prima e in seguito alle quali succedono altre tragedie. È significativa la frase di Pirandello detta dall’uomo che vorrebbe abbracciarla, “mi dispiace, non posso, si è macchiata della colpa più ignobile senza averne colpa”. 

In questi anni le donne hanno conquistato il diritto di prendersi il loro tempo per decidere (tempo nel film scandito da musica classica e cori di bambini), il diritto di non subire, il diritto di fare una scelta.

La Scelta

La scelta – Trailer

 

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