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CinemadaMare. Salpa da Barcellona il più grande raduno di film-maker

BARCELLONA (corrispondente) –  Si chiama CinemadaMare Barcellona (#cinemadamarebarcelona2015), la prima volta al di fuori dei confini nazionali per i film-maker e addetti ai lavori selezionati dall’entourage del più grande Festival del cinema itinerante, per produrre film a bordo della nave Grimaldi Lines, lungo il tragitto da Roma a Barcellona. 

Per questa iniziativa sono stati circa trenta i giovani talenti scelti che si sono cimentati nella produzione di short movie, per tre giorni, dal 18 al 21 aprile, incluso uno stop di un giorno nella città catalana.

Il progetto “Grimaldi movie campus” nato da una partnership tra la Grimaldi e il direttore di CinemadaMareFranco Rina, non si è limitato alla produzione dei film, ma ha collaborato con gli allievi delle scuole medie inferiori e superiori, allo scopo di introdurli al mondo del cinema e delle sue professionalità. Gli alunni, 150 in totale, provengono dagli istituti napoletani: Scuola media inferiore d’Ovidio – Nicolardi, l’Istituto tecnico superiore Melissa Bassi e l’Istituto tecnico commerciale Terre di Lavoro. I ragazzi, dai 13 ai 18 anni sono stati tutti coinvolti in svariate iniziative dai registi e operatori di CinemadaMare, recitando nei cortometraggi, in spettacoli live e partecipando attivamente alla loro realizzazione, coadiuvati dallo staff e sotto la supervisione dei propri professori.

Un programma formativo che si è concluso nel pomeriggio di martedì 21, con la proiezione dei cortometraggi realizzati insieme agli studenti, impegnati in tutte le fasi artigianali, dalla produzione all’editing.

Sei i film proiettati e tutti con i ragazzi, nel ruolo di attori protagonisti.

“Piccoli segreti di una vecchia vita”: regia e soggetto di Nicolò Piccione, è la storia di un colpo di fulmine tra ragazzi di diversa estrazione sociale, vissuto tra sogno e realtà; “Fighters”, diretto dalla milanese Elisa Mirani, racconta, invece, il fenomeno del bullismo tra giovanissimi e il valore dell’amicizia per contrastarlo. “E’ solo un gioco” del lucano Andrea Filardi, nato da un’idea del torinese Leonardo Altieri, mette in scena il sogno di libertà, di un bambino stressato dalle estenuanti liti dei genitori; “Dottor Zivago” del fiorentino Alberto Vianello rappresenta una storia d’amore nata in crociera e ispirata dal celebre romanzo russo. E infine due videoclip: “Il manuale di essere” della regista bulgara Maria Yotncheva che ha diretto gli studenti, in balli e discorsi sul senso della vita e “I can talk” di Sebastiano Messina, un’ironica metafora sul ruolo della comunicazione. Fuori programma, è stato proiettato un terzo videoclip “Three steps of revenge”della regista turca Cicek Coskun, dall’anima dark e ispirato alle “vampire saga”.

Alla realizzazione dei corti, di non più di quindici minuti ciascuno, hanno collaborato altre figure tecniche essenziali: i direttori della fotografia Mohammed Omar, dal Cairo e Marcos Fustero, da Madrid, Rocco Tolve, dalla Lucania; i produttori: Vita Filardo e Pietro Micucci; gli operatori di postproduzione: Nicolò Montesano e Vincenzo Acinapura; gli sceneggiatori: Giorgio Moretti, Leonardo Altieri, Carmela Cirigliano e Federico Mattioni e gli attori: i lucani Enzo Musmanno e Gabriele Cirigliano.

Né i tempi ristretti, né i serrati ritmi di lavoro – quasi venti ore al giorno – hanno ostacolato i giovani cineasti nel produrre film di qualità, per merito, non soltanto del proprio talento, ma anche, dello scrupoloso coordinamento del direttore Franco Rina e del suo staff: Emanuela Crisci e Laura Semprini per l’organizzazione, Livia Felicetti, ufficio stampa, Nunzia Iorio, supervisore editing, Rita Ricci, traduttrice.

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