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KATHMANDU –  Sale  a oltre 2.400 il numero dei morti per il terremoto in Nepal.

E’ l’ultimo bilancio diffuso dal ministero dell’Interno. Secondo il Centro nazionale per le emergenze, i feriti sono 6.237. Il Nepal è letteralmente in ginocchio tanto che cominciano a scarseggiare anche i farmaci e gli strumenti medici negli ospedali del Nepal, dove è stato ricoverato un numero altissimo di feriti. L’allarme è stato lanciato in collegamento con Rainews da Roger Hodgson, direttore di Save the Children Nepal. L’ong sta portando kit igienico-sanitari e si sta occupando soprattutto dei bambini. “I più piccoli hanno bisogno di abiti e cibo, gli altri di un posto sicuro dove poter giocare e non pensare al dramma del terremoto”. 

Oggi, di fronte a questa immane tragedia. il governo nepalese ha dichiarato lo stato di calamità nazionale. L’aspetto di Kathmandu e delle altre città storiche nepalesi investite dall’ondata sismica continua ad essere surreale: cumuli di macerie, gente accampata dappertutto, assenza visibile di aiuti, niente recinzioni delle zone disastrate, mancanza di elettricità, acqua e gas.

Alla prima forte scossa di ieri verso mezzogiorno – di magnitudo 7.9 – ne sono seguite almeno altre 30 nelle successive 24 ore. La più forte oggi, alle 12.54 locali, ha nuovamente terrorizzato la popolazione che si è riversata in strada.  L’aeroporto di Kathmandu, l’unico scalo internazionale nepalese, è stato chiuso all’improvviso alle 12 locali, dopo una forte scossa. Oggi è stato nuovamente aperto ai voli internazionali che trasportano aiuti ed a quelli commerciali. Alle 12 locali l’Authority dell’Aviazione civile nepalese aveva ordinato la sospensione del traffico aereo nello scalo, costringendo almeno tre aerei indiani a ritornare a New Delhi.  Infine c’è da segnalare che l’Unità di crisi della Farnesina ha continuato le verifiche sulla presenza dei connazionali in Nepal. Finora sono stati rintracciati oltre 300 italiani, che

risultano incolumi, come due amici alpinisti di Fano, Pietro Marcucci e Luca Cantiani, che si trovano in questo momento ai piedi dell’Everest. Ansia invece per due fratelli fiorentini, Daniel e Elia Lituani, di 25 e 22 anni: è stata la madre a lanciare l’allarme  affermando di non riuscire a contattare i figli dopo il devastante terremoto di ieri. I due sono nel Paese da due settimane. L’ultimo contatto con i genitori risale a pochi giorni fa, con una mail inviata da Pokhara. 

Nel frattempo aumentano le vittime anche tra gli alpinisti. 22 finora quelli rimasti uccisi sull’Everest dalla valanga che ha travolto il campo base.

Anche l’India ha annunciato oggi che l’onda sismica legata al terremoto che ieri ha investito il Nepal ha causato nel nord del Paese 68 morti e 259 feriti. Durante una conferenza stampa, un portavoce governativo ha precisato che il maggior numero di vittime è stato registrato nel Bihar (50), seguito dall’Uttar Pradesh (16) e che il sisma ha interessato anche il West Bengala ed il Rajasthan. L’India, ha concluso il portavoce, è fortemente impegnata nei soccorsi al Nepal dove oggi si è saputo che due cittadini indiani sono morti. 

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