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KATHMANDU – La situazione in Nepal è drammatica, mentre il bilancio delle vittime aumenta di ora in ora. Al momento si contano oltre 3600 vittime, mentre i feriti sono saliti a 7mila. 

Al momento è stata accertata anche la morte di 18 persone in seguito ad una valanga che ha colpito un campo base sull’Everest. Altri 61 morti si registrano in India. E il bilancio, dicono le autorità locali, è ancora provvisiorio. Katmandu è una città devastata. Si continua a scavare tra le macerie in una corsa contro il tempo per trovare ancora qualche superstite. I militari lavorano giorno e notte tra quel che resta della  torre di Dharahara, uno dei monumenti più importanti di Kathmandu, patrimonio Unesco.

Dalle macerie i soccorritori hanno estratto 250 cadaveri. La torre, conosciuta anche come Bhimsen Tower, era di nove piani ed era alta quasi 62 metri.All’aeroporto internazionale di Katmandù gli  stranieri sono in fila per tentare di tornare a casa, ma a causa delle continue scosse lo scalo funziona ad intermittenza. La Farnesina ha fatto sapere che sono oltre 300 i connazionali rintracciati ma gli uffici del ministero degli Esteri stanno continuando le operazioni per accertare la presenza di tutti i nostri connazionali nel Paese. E ancora Ancora non si hanno notizie dei quattro speleologi italiani del Soccorso alpino che si trovavano in Nepal nel villaggio di Langtang, travolto da terra e detriti a causa della raffica di scosse sismiche che hanno devastato la regione centro-occidentale nepalese, e che da ieri non danno più notizie di sé. Si tratta di Giuseppe “Pino” Antonini, 53 anni, di Ancona, Gigliola Mancinelli, anche lei di Ancona, medico anestesista, Oskar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige, e Giovanni “Nanni” Pizzorni, 52 anni, genovese, esperto torrentista. Il gruppo si trovava nel villaggio maledetto per esplorare delle forre, ma avevano rinviato l’escursione a causa del maltempo. «Mio fratello – racconta Roberto Antonini – era lì perché dovevano esplorare due canyon, ma so che erano rimasti nel villaggio». 

Ma la situazione è ancora più grave a detta di Save The Children. “La situazione dei bambini è difficilissima, non sappiamo ancora quanti di loro siano morti, ma sappiamo che in questo momento ci sono almeno un milione di bambini che hanno bisogno di aiuto. Stiamo distribuendo cibo acqua abiti, per i più piccoli per i neonati. Stiamo allestendo dei luoghi sicuri dove poter far giocare al riparo dalle tante altre scosse di assestamento. La mancanza di acqua potabile, le condizioni igieniche che stanno peggiorando e peggioreranno ancora, porteranno sicuramente diffusione di malattie”. Lo afferma Marco Guadagnino, addetto ai programmi internazionali di Save The Children in una intervista al Gr3. Ed aggiunge: “Il sistema sanitario è in grosse difficoltà c’è bisogno di tutto, ma c’è soprattutto bisogno di superare le difficoltà logistiche.  Abbiamo notizia che decine di villaggi sono rasi al suolo, dove nessuno è ancora riuscire ad arrivare”. 

Nel frattempo la terra continua a tremare, gettando nel panico le popolazioni ancora sotto choc. Stamane alle 6 e 24 un altra scossa di magnitudo 4,2 si è registrata a 42 chilometri da Kathmandu. L’ennesima rivelazione pervenuta dal Centro sismologico mediterraneo europeo (Emsc), il quale informa che  dopo la prima scossa di magnitudo 7,9 Richter di sabato, sono state 45 le repliche superiori a 4,5 gradi e 15 quelle sopra 6,5 gradi.  

Proprio oggi la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha prontamente deciso lo stanziamento dai fondi 8xmille di 3 milioni di euro, destinandoli alla prima emergenza attraverso S.E. Mons. Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in India e Nepal. Papa Francesco, ricorda una nota,  ha assicurato  “vicinanza alle popolazioni colpite”, preghiera “per le vittime, per i feriti e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità” e ha chiesto la mobilitazione della comunità internazionale perché “abbiano il sostegno della solidarietà fraterna”.

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