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Mafia. Per non dimenticare Pio La Torre

PALERMO- Un minuto di silenzio in via Li Muli a Palermo, nel luogo in cui il 30 aprile di 33 anni fa vennero uccisi da Cosa nostra Pio La Torre e il suo collaboratore Rosario Di Salvo.

Sul palco, sul luogo dell’omicidio, il Segretario Cgil Susanna Camusso, il sindaco Leoluca Orlando, alcuni deputati regionali e i vertici delle forze dell’ordine. I giovani hanno deposto alle 9.20, l’ora dell’omicidio, 33 fiori, tanti quanti sono gli anni trascorsi dalla sua morte. 

«Ricordando l’impegno di Pio La Torre contro la mafia e la grande figura, punto di riferimento per il nostro Paese, esprimo l’apprezzamento per il progetto educativo antimafia con cui il Centro Studi ‘Pio La Torrè, da molti anni, ne onora la memoria». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Centro Pio La Torre, in occasione del 33esimo anniversario dell’uccisione, a Palermo, di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Riferendosi all’indagine del centro La Torre sula percezione del fenomeno mafioso tra i giovani – «i risultati continua il presidente Mattarella nel messaggio – costituiscono preziosi spunti di riflessione tanto per la classe politica che ha il dovere di interpretare la domanda proveniente dai cittadini più giovani quanto per la scuola che con loro quotidianamente si confronta». «L’indagine – aggiunge – mette purtroppo in evidenza segnali di sfiducia provenienti dalle nuove generazioni nei confronti del mondo della politica». «Nel contempo le risposte fornite dagli studenti – prosegue il Capo dello Stato – evidenziano una coscienza civica consapevole, capace di cogliere il pericoloso effetto che la corruzione può determinare nella propagazione del fenomeno mafioso. Sarebbe quindi un grave errore da parte delle istituzioni ricondurre il sentimento di sfiducia a un più generale atteggiamento di apatia e qualunquismo da parte dei nostri ragazzi che sono invece, come la ricerca conferma, attivamente impegnati nel mondo dell’associazionismo sociale e del volontariato». Per Mattarella «la politica ha dunque davanti a sè una sfida, quella di saper conquistare la fiducia dei giovani, la stessa fiducia che i ragazzi intervistati dichiarano nei confronti dei loro insegnanti». «Rimane alla scuola – conclude Mattarella – la responsabilità di continuare a svolgere il ruolo fondamentale che ha sempre ricoperto nella crescita del senso civico delle giovani generazioni e quindi nella costruzione del futuro del nostro Paese».  

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