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Perquisita a 13 anni sul bus. La madre denuncia l’accaduto

BOLOGNA – ‘Perquisita’ a 13 anni, su un autobus a Bologna, da un controllore donna. Lo ha denunciato ai carabinieri la madre di una ragazzina di origine statunitense ma residente in città. E’ successo il pomeriggio del 9 settembre 2014 sulla linea 13 e l’episodio è al vaglio della Procura.

Secondo quanto ricostruito dalla denuncia, depositata dallo studio legale Berlingeri, la giovane, dai lineamenti orientali, era sul bus quando è salita una donna, senza la pettorina da accertatore. Subito dopo la ragazza si è avvicinata alla macchinetta per obliterare e la donna l’avrebbe fermata, qualificandosi e chiedendo i documenti. La ragazza ha risposto che non li aveva con sé, ma l’accertatrice non le ha creduto e le ha chiesto di aprire le due borse, per verificare se li stesse nascondendo.

La ragazzina le ha aperte e la donna le ha controllate, mettendo le mani all’interno, senza trovare nulla. La 13enne ha quindi mostrato prima una tessera di un centro commerciale, con il suo nome sopra, poi un libro di scuola anche in questo caso con il nome. A quel punto la donna avrebbe preso il libro e avrebbe proseguito il controllo degli altri passeggeri. Poi è tornata dalla ragazzina, chiedendole le generalità: lei le ha detto che era nata negli Stati Uniti, ma l’accertatrice le ha risposto che non le credeva, dicendole che andava incontro a dei rischi. Poi alla fine le ha fatto la multa. Scesa dal bus la 13enne, che stava andando a studiare da un’amica, ha telefonato alla madre, piuttosto intimorita.

“Sono in corso accertamenti”, ha tagliato corto il procuratore aggiunto Valter Giovannini, interpellato sulla vicenda. In astratto potrebbero essere ipotizzati i reati di perquisizione arbitraria o violenza privata. Le indagini dovranno chiarire anche se l’accertatrice era di Tper o di una società esterna e se aveva il titolo giuridico per intervenire. 

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