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PARIGI – Lo storico leader del Front National, Jean-Marie Le Pen, è stato sospeso dal partito.

Lo ha annunciato il partito di estrema destra francese, al termine della riunione dell’esecutivo a Nanterre per decidere misure disciplinari nei confronti dell’87enne presidente onorario del Fn, dopo una serie di dichiarazioni su Shoah e immigrazione imbarazzanti per la figlia Marine, a lui succeduta alla guida del partito.

Sua figlia Marine ha in mano il partito e da oggi vieta al padre di parlare a nome del movimento. L’anziano leader è  in attesa della tenuta di un prossimo Congresso “straordinario” e gli sarà ritirata la qualifica di ‘aderente’. 

“I commenti o le prese di posizione del presidente onorario non possono in nessun caso impegnare il Front National, la sua presidente o le istanze decisionali”: questa la decisione dell’ufficio politico, che “disapprova” le ultime uscite di Jean-Marie Le Pen, 86 anni, che hanno fatto esplodere la figlia Marine. “In particolare – hanno sottolineato i leader del partito – il FN disapprova le opinioni espresse sulle colonne del giornale anti-FN (nel senso che è ancora più a destra, ndr) Rivarol, contrarie ai suoi valori politici e di statuto”.

Le Pen padre, intervistato dal giornale, aveva rivalutato – per lui non è certo una novità – il maresciallo Petain, capo della Francia che collaborò con i nazisti. Questo a pochi giorni dall’ennesimo rilancio della polemica sulle camere a gas, definite ancora “un dettaglio” della storia dal fondatore del Front National.

L’ufficio politico ha ribadito la totale fiducia in Marine Le Pen, che ieri aveva auspicato esattamente quello che oggi si è verificato, l’estromissione di fatto del padre dalla vita politica del partito, che prende le distanze dal suo fondatore e leader incontrastato per decenni. Il Front fu infatti creato nel 1972 da Le Pen, che lo ha guidato fino al 2011, quando al vertice arrivò la figlia Marine.

Anche oggi, alle prese con la sua creatura in rivolta, Le Pen è apparso combattivo: non si è presentato davanti all’organismo che avrebbe dovuto sanzionarlo nel pomeriggio, ha ribadito che “certamente” non abbandonerà la vita politica anche se parlerà per sé e non più per il FN. La figlia? “Certo che continuerò a sostenerla, è lei la leader del partito”, ha detto con un sorriso beffardo. Tre giorni fa, nella tradizionale festa del Front National del 1 maggio, aveva dato l’impressione opposta: in un’esplosione delle tensioni familiari ormai divampate da due mesi, l’anziano leader, in vistosissimo cappotto rosso, era apparso – non invitato – sul palco prendendosi lunghi applausi mentre sullo sfondo un’imbarazzatissima Marine Le Pen, già presa di mira dalle Femen, non sapeva letteralmente che espressione assumere.

“Jean-Marie Le Pen – aveva detto ieri la figlia ai media – non deve più potersi esprimere a nome del Front National, le sue affermazioni sono contrarie alla linea fissata”. Il giorno dopo, sembra quanto mai difficile che l’uomo che ha fatto della provocazione più violenta possibile la sua principale arma di battaglia politica possa essere ridotto al silenzio da una sanzione disciplinare del partito. Chi gli è vicino conferma che Le Pen non potrà essere ridotto al silenzio: “quando si fanno manifestare milioni di francesi per la libertà d’espressione – ha detto lo storico braccio destro dell’anziano leader, Bruno Gollnisch – sarebbe quanto meno paradossale che l’unico ad esserne privato fosse Jean-Marie Le Pen“. 

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