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Scuola. Boschi scontro con i sindacati. Pioggia di critiche

Pantaleo: “La scuola non è dei sindacati, ma nemmeno proprietà privata del Governo”

ROMA – “La scuola in mano ai sindacati funziona? Io credo di no”. Cosi’ il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, parlando della scuola e delle proteste che si sono svolte in tutta Italia la scorsa settimana. “Tra coloro che protestano per la scuola c’e’ l’idea di lasciare tutto cosi’ – ha sottolineato – io, invece, sono per cambiare insieme”.

Tempestiva la replica di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.. “La dichiarazione della Ministra Boschi conferma l’arroganza e il disprezzo della democrazia. La scuola non è dei sindacati, ma nemmeno proprietà privata del Governo. È del Paese – precisa Pantaleo – e di chi quotidianamente garantisce alle nuove generazioni di avere una istruzione all’altezza dei tempi. Lo sciopero e le manifestazioni del 5 maggio hanno dimostrato che studenti, personale della scuola, famiglie e Paese sono contro il disegno di legge della brutta scuola. Gli emendamenti approvati non cambiano l’impianto autoritario e incostituzionale del disegno di legge. Nelle prossime ore la mobilitazione continuerà e si allargherà”.

Anche il segretario generale della Cisl scuola Francesco Scrima non lesina critiche alla Boschi. “Il sindacato  non ha bisogno della legittimazione del presidente del consiglio e dei suoi ministri. Perchè è legittimato, oltre che dalla Costituzione, dall’esito dellamobilitazione e dello sciopero dei giorni scorsi che è stato il più 

“Alla Boschi -aggiunge- ha già risposto il mondo della scuola con la mobilitazione e lo sciopero. Il governo, anzichè continuare nella politica di delegittimazione del sindacato, prenda atto che è il mondo della scuola che si sta ribellando contro il provvedimento dell”esecutivo contestandone il merito e il metodo”. 

“In particolare per quanto riguarda i precari -sottolinea Scrima- sta determinando una guerra tra poveri senza risolvere il problema del precariato, mentre sul versante dell’autonomia scolastica va detto che finora non ha funzionato non per mancanza di poteri ma per mancanza di risorse finanziarie e umane”.

“Perciò – conclude – il governo, anzichè continuare con autosufficienza e arroganza, cambi rotta, smetta di delegittimare e coinvolga i sindacati e chi la scuola la vive tutti i giorni”. Anche Nichi Vendola interviene sulle dichiarazioni del ministro. “La scuola pubblica italiana e’ in mano ai sindacati? No, gentile ministra: la scuola pubblica del nostro Paese e’ sulle spalle degli insegnanti italiani, va avanti grazie al loro impegno e ai loro sacrifici, quegli insegnanti peggio pagati di Europa, e umiliati dai provvedimenti di questo governo”.   

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