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Scuola. Studenti contro invalsi, non siamo solo crocette

ROMA – “Non siamo solo crocette”. Lo afferma  il movimento Rete Studenti che questa notte ha organizzato un flash mob davanti al ministero dell’Istruzione a Roma, per protestare contro le prove Invalsi alle classi delle scuole superiori finalizzate a vedere i risultati di apprendimento in diverse materie degli studenti italiani, in programma oggi.”

Questa notte  abbiamo fatto un flash mob al Miur per portare all’attenzione pubblica la questione dei test Invalsi: ancora una volta ribadiamo che non è attraverso una prova a crocette che si testa l’efficacia eductiva della scuola pubblica sui ragazzi, il ruolo della scuola va molto oltre alla mera acquisizione di nozioni”, dichiara Alberto Irone, portavoce nazionale Rete Studenti Medi. “Inoltre ogni anno vediamo come a causa di queste prove in molte scuole si blocchi completamente la didattica per fare una preparazione finalizzata esclusivamente alle Invalsi, falsando già di per sè i risultati”.”Noi crediamo che la valutazione  del sistema scolastico nella sua interezza sia una parte fondamentale perla scuola e per il suo miglioramento, ma gli strumenti oggi utilizzati per fare ciò sono assolutamente sbagliati. Il metodo del test a crocette non è assolutamente adeguato a dare uno spaccato completo riguardo le capacità degli studenti e nemmeno il questionario sulla condizione sociale di partenza è adeguato. Il processo di valutazione della scuola deve essere un processo che integri come parte attiva gli studenti e chiunque viva l’ambiente scolastico quotidianamente. Noi non siamo numeri e non possono valutarci con delle crocette, una scuola buona per davvero si fa anche con la valutazione degli studenti!”, conclude Irone.

Nel frattempo il segretario della Cgil, Susanna Camusso, conferma la partecipazione all’incontro di questa sera con il Governo sul decreto per la scuola e ribadisce che “il decreto va profondamente modificato nell’ impostazione”.     “Finalmente il Governo ci ha convocato – ha detto il segretario della Cgil – un gesto doveroso dopo le manifestazioni del 5 maggio. Al governo diremo stasera che quel decreto sulla scuola deve essere profondamente modificato e che deve esserci una soluzione anche pluriennale per tutti lavoratori precari per la scuola”.    “Diremo – ha detto ancora la Camusso – che il dirigente scolastico come uomo solo al comando non va bene e rivendicheremo che anche il contratto di lavoro fa parte dell’ organizzazione scolastica. Inoltre, essendo la scuola in grande difficoltà dal punto di vista economico e dal punto di vista della capacità di effettiva integrazione, visti i dati altissimi sulla dispersone scolastica, la moltiplicazione delle deleghe non va bene. Bisogna partire – ha concluso il segretario della Cgil – dal tema di come allargare l’istruzione nel nostro paese”.

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