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B.B. King. Addio alla leggenda del blues

Il celeberrimo chitarrista statunitense si è spento a Las Vegas all’età di 89 anni

“Ho bisogno delle donne quanto all’aria da respirare  e l’acqua di bere” (B.B. King)

L’icona del blues

Era la leggenda vivente del blues, il punto di riferimento per tutti i chitarristi amanti della musica nera. La sua meravigliosa Gibson 335 “Lucille” era lo strumento a sei corde per eccellenza in tutto il mondo. All’età di 89 anni si è spento B.B King, uno dei musicisti più influenti e significativi di sempre. Da tempo soffriva di una grave forma di diabete e nelle ultime settimane era stato ricoverato più volte. La sua ultima esibizione risale all’ottobre del 2014, quando cancellò il tour che stava compiendo dopo un malore durante uno show. Contro la volontà della manager, Patty, una sua figlia,  aveva chiamato la polizia perché secondo lei il padre era curato male. A novembre Patty King lo accusò anche di appropriazione indebita del patrimonio e dei beni del padre, tra cui alcuni gioielli, e di avergli negato le medicine mentre il musicista si trovava in tour.

B.B King, sposato due volte, lascia ben quindici figli, segno di una vita vissuta sull’onda della passione e delle emozioni forti. “Per tutta la vita – aggiungeva – sono stato perdutamente innamorato delle donne”. Sono scapolo da 24 anni e gli anni più felici sono stati quelli da sposato”. Il bluesman non si illudeva: “Quante donne possono interressarsi a me per ciò che sono?”, si chiede, affermando di “non essere bello, giovane, ricco o sexy. Tuttavia – aggiungeva – desidero ardentemente una donna. Non sono ancora morto”. Il suo personale stile chitarristico era caratterizzato da un fraseggio scarno ed essenziale: per suonare il blues occorrono poche note, quelle che arrivano direttamente al cuore. Per la rivista Rolling Stone il bluesman è il sesto chitarrista migliore di tutti i tempi.

Riley B. King, questo il suo vero nome era nato in un piccolo paese del Mississippi il 16 settembre del 1925, in un contesto familiare assai povero. Il ragazzo passò molta della sua infanzia vivendo con la madre e la nonna, lavorando come contadino. King ha dichiarato anni dopo che veniva pagato 35 centesimi per ogni 45 chili di cotone di cotone che raccoglieva, prima di scoprire il suo talento per la musica. Da giovane, si appassionò ai cantanti neri come T-Bone Walker e Lonnie Johnson e grandi chitarristi jazz come Charlie Christian e Django Reinhardt. Presto incominciò a esercitarsi cantando musica gospel in chiesa. Nel 1943 King si trasferì a Indianola, Mississippi e tre anni dopo a Memphis, Tennessee, dove affinò la sua tecnica di chitarrista con l’aiuto del cugino, il chitarrista country blues Bukka White. Negli anni cinquanta King divenne uno degli esponenti principali del panorama R&B degli Stati Uniti.

Il primo successo di King al di fuori del mercato blues fu la cover di “The Thrill Is Gone” di Roy Hawkins che nel 1969 scalò le classifiche sia pop che R&B, evento molto raro ancora oggi. L’elenco dei successi di King continuò per tutti gli anni settanta con canzoni quali “To Know You Is to Love You e I Like to Live the Love”. Dal 1951 al 1985 King è apparso sulle classifiche R&B di Billboard ben 74 volte. Nel corso della sua straordinaria carriera professionale ha inciso 41 album in studio, 20 dischi dal vivo e dieci raccolte.

Il re del blues ha suonato con i più importanti artisti del rock e del pop come Eric Clapton, David Gilmour, Phil Collins, Etta James, James Brown, Jerry Lee Lewis, Ray Charles, U2, John Mayer, JGloria Estefan, Tracy Chapman, Sheryl Crow, Elton John, Mark Knopfler, Van Morrison e Aretha Franklin.

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