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Arte. Ana Tzarev, Celebration of Life al Museo Diocesano di Venezia

VENEZIA – Sono molti gli artisti che, nel corso degli anni e della storia hanno guardato alla natura per ritrarla nella sua maestosità o per denunciarne lo sfruttamento, cogliendone la portata metaforica o la verità intrinseca.

Ana Tzarev, croata di nascita e americana per vita e lavoro, approccia la natura nei termini della genuinità naïf; purezza istintuale e tratto gentile, quasi infantile, raccontano la natura nella sua essenza e semplicità cercando di proiettare lo spettatore dentro un mondo favolistico, sebbene l’oggetto ritratto sia assolutamente reale.

Ad ospitare le opere dell’artista è, in questi giorni, il Museo Diocesano a Venezia, un luogo sacro e silente che non soffre dell’’irruzione dei colori forti e vivaci dell’artista ma anzi l’accoglie naturalmente, facendo salire alla memoria le parole di San Francesco (“[…] Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, / la quale ne sustenta et governa,/ et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.[…]” Cantico delle Creature).

Ana Tzarev – come dice il titolo della mostra – celebra la vita, intesa come espressione piena del Creato, senza retorica, ma con la meraviglia dell’osservare e del fare.

Grandi soli, uccelli, gru e fiori enormi compongono la scrittura visiva dell’artista che – si percepisce chiaramente – ha visitato o meglio ha vissuto i Paesi in cui la natura è rigogliosa, quasi prepotente. Si riconoscono i cieli della Nuova Zelanda e i petali dei fiori tailandesi o hawaiani, si coglie un’idea di bellezza “semplice” – affidata all’immagine che del mondo ha un bambino, stupito – ma allo stesso tempo si comprende una certa influenza culturale, quella delle popolazioni native dei luoghi in cui la Tzarev ha viaggiato: la vita scandita dai ritmi della natura, dettata dalle sue regole, influenzata anche nell’immaginario dalla sua ineludibile benefica presenza. Si pensi agli abiti decorati con stampe floreali, ad esempio, o alle pietanze a base di fiori.

Tutto ciò si respira nelle tele e nelle sculture dell’artista croata che, dobbiamo dirlo contraddicendo il critico cinese Peng Feng – autore di uno dei testi in catalogo –, ci appare di certo influenzata da quelle culture e non tanto dalla sua origine europea, peraltro dell’Est, un Est che lei ha vissuto durante la Guerra e poi nella Jugoslavia di Tito.

Ana Tzarev

Celebration of Life

Fino al 22 novembre 2015

Museo Diocesano-San’Apollonia, Venezia

Sestiere Castello, 4312, Venezia

Ingresso gratuito

Giorni e orari di aperture: dal martedi alla domenica dalle 10 alle 17 (info line: [email protected] / T.+39 041 5229166)

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