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Cannes 68. “Youth- La giovinezza” secondo Sorrentino. Recensione

CANNES – “Artisti, comuni mortali, piante e animali hanno in comune un unico medesimo, destino: morire”. A dirlo è Mick, il co-protagonista del nuovo film del premio Oscar, Paolo Sorrentino. Ed è questo, a mio avviso, il significato sotteso di “Youth- La giovinezza”: l’ineluttabilità della morte e i modi per esorcizzarla.

Come protagonista: il premio Oscar Michael Caine, alias Fred, un direttore d’orchestra ottantenne, ormai in pensione, che si ritira in un resort in Svizzera. Come co-protagonista Harvey Keitel, nei panni di Mick Boyle, più di un amico, quasi un fratello da oltre cinquant’anni, restio invece ad arrendersi al passare degli anni, in Svizzera per dirigere il suo ultimo film. Insieme a Mick, tutto il cast: Jimmy, un attore hollywoodiano paranoico e un poker di sceneggiatori inesperti. Mentre, con Fred, solo la figlia e assistente Lena, una Rachel Weisz in splendida forma. A fargli visita, anche un emissario della regina, che a più riprese, tenta di convincere Fred a dirigere di nuovo un’orchestra con sue composizioni, in onore della sovrana d’Inghilterra. E infine, Jane Fonda, la mitica Brenda Morel, star del jet set che in gioventù ha spartito le attenzioni dei due amici. 

Un film stratificato, autoreferenziale ma formalmente ed esteticamente ineccepibile. Stratificato ossia articolato su più livelli semantici: non solo una commedia dall’impianto barocco sullo scorrere del tempo, i legami affettivi, la morte, la vita, ma soprattutto la parabola di un uomo anziano che dall’apatia ritorna all’azione e a guardare di nuovo al futuro, come, appunto, un giovane. Autoreferenziale perché è un film che racconta il cinema: un hotel che assurge a set di un film-testamento di una leggenda del grande schermo. Un lungometraggio, però, senza un finale prestabilito, fino a quando non sarà la vita a dettarne l’epilogo. 

Come protagonista, un Michael Caine ai massimi livelli: ironico, divertente, lieve, ma allo stesso tempo introspettivo e riflessivo. Un compositore in pensione, che troverà il coraggio di fare i conti con la propria vita: superare la malattia della moglie Melanie, aprirsi al dialogo con la figlia e reagire agli eventi. Il migliore amico, invece, un sognatore, che ricerca nel suo ultimo film un modo per esorcizzare la fine e continuare a emozionarsi. Interpretazione magistrale e toccante di Harvey Keitel, che tocca l’acme nell’inaspettato e commuovente finale. 

Magnifica anche Jane Fonda: cinica e sprezzante nelle vesti della star Brenda Morel, soltanto un cameo, ma, un ruolo essenziale, di rottura, che sbloccherà il finale. Brava e intensa, anche, Rachel Weisz, che interpreta una donna in crisi coniugale e una figlia complessata, ancora insicura verso un padre tanto famoso al di fuori, quanto assente in famiglia. Un plauso anche alla nuova musa di Sorrentino, la sexy Madalina Ghenea: la sua apparizione ha il volto e il corpo nudo della “Giovinezza” ed è per i due amici una visione “celestiale”, un momento di estasi unica.

A Cannes intanto la critica si divide tra fischi e applausi, mentre il pubblico già premia “Youth-La giovinezza” al box-office. Non resta che tifare per il cinema italiano e auspicarsi che i fratelli Coen, registi all’avanguardia, sappiano apprezzare un cinema complesso, ma allo stesso tempo lieve ed esteticamente grandioso come quello del nostro director campano. 

“Youth-La giovinezza”, dal 20 maggio al cinema

di Paolo Sorrentino

Con Michael Cane, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano e Jane Fonda

E con la partecipazione di Madalina Ghenea

La giovinezza – Trailer

 

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