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Cannes, disastro del cinema italiano

Trionfo del cinema francese e Palma d’Oro a “Dheepan” di Jaques Audiard, delusione per Sorrentino, Moretti e Garrone

Il verdetto dell’ultimo Festival di Cannes è stato un vero e proprio disastro per il cinema italiano che era presente alla grande con tre film in concorso. I film di Matteo Garrone “Il racconto dei racconti”, Paolo Sorrentino “La giovinezza” e Nanni Moretti “Mia madre”, che si erano sfidati al Festival di Cannes e tra i super favoriti della vigilia, sono rimasti letteralmente a bocca asciutta, totalmente ignorati. Una grande delusione che lascia l’amaro in bocca. Sia la stampa italiana che quella internazionale “faceva il tifo” per i nostri tre moschettieri giunti in terra francese a testa alta. Forse erano troppo favoriti in partenza. E’stata una grande illusione. Sembrava quasi che la Palma d’Oro fosse una sorta di sfida tra i film italiani. La realtà invece è stata diversa. La giuria capitanata dai fratelli Coen ha preferito la storia di migrazione “Dheepan” del francese Jacques Audiard che conquista la Palma d’Oro contro ogni pronostico. L’ungherese “Son of Saul”, opera prima di Laszlo’ Nemes, tra i più acclamati, ambientato in un campo di concentramento nazista ha conquistato il Grand Prix, mentre il cappa e spada made in China The Assassin di Hou Hsiao-Hsien riceve la Palma per la miglior regia. Vincent Lindon, protagonista di La Loi Du Marche’ di Stephane Brize’, ha ricevuto l’applauso più lungo della platea. E’ lui il miglior interprete di questa edizione del festival. Una performance profonda e toccante che sin dall’inizio ha convinto tutti. Cate Blanchett, considerata da molti come la superfavorita, ha ceduto il passo alla compagna di set Rooney Mara: coppia lesbo nel film Carol di Todd Haynes. Il premio (ex aequo) va anche a Emmanuelle Bercot, compagna di Vincent Cassel nel film Mon Roi della francese Maiwenn. Il greco “The Lobster” di Yorgos Lanthimos con Colin Farrel e Rachel Weisz ambientato in un futuro distopico dove è vietato essere single, ha ottenuto il Premio della Giuria, mentre Chronic di Michel Franco, che affronta il tema dell’eutanasia, conquista il premio della sceneggiatura.

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