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Varoufakis. Ok riforme, ma basta austerità. Abbiamo già dato

Per Gros-Pietro nessun contagio in caso di default greco

ATENE  – I greci e il governo Tsipras non vuole più sentire la parola austerità. Un rpovvedimento che ha gettato nella povertà milioni di persone. La Grecia, fa sapere il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, è pronta a fare le riforme ma i creditori non possono imporre al Paese ancora più austerità rispetto a quanta abbia già dovuto subire. 

Il ministro greco con queste parole vuole respingere nettamente la ricostruzione di chi sostiene che Atene non sarebbe in grado o non avrebbe la volontà di attuare un programma di riforme economiche. “La realtà dei colloqui è ben diversa. Il nostro governo è più che desideroso di attuare un’agenda che includa tutte le riforme economiche che i think tanks economici europei considerano centrali. E siamo perfettamente in grado di garantire il sostegno dell’opinione pubblica greca per un programma economico efficace”, ha affermato. I creditori della Grecia, ha proseguito, “insistono perché il nostro governo applichi ancora altre misure di austerità quest’anno e oltre: un approccio che impedirebbe la ripresa, soffocherebbe la crescita, aggraverebbe il ciclo debito-deflazione e finirebbe per erodere la disponibilità e la capacità dei greci di realizzare il programma di riforme di cui il nostro Paese ha così disperatamente bisogno. Il nostro governo non può accettare – e non accetterà – una cura che, nell’arco di cinque lunghi anni, si è già dimostrata peggiore della malattia”.

Nel frattempo Gian Maria Gros-Pietro, presidente del cdg di Intesa Sanpaolo ed economista, prende posizione sul rischio default della Grecia: “E’ una minaccia spuntata: se per errore la crisi precipitasse, sarebbe un guaio per le banche greche, e anche per il sistema greco dei pagamenti, ma non ci sarebbe nessun contagio in Europa. Il sistema bancario europeo da un lato ha ridotto a livelli insignificanti l’esposizione verso debitori greci, dall’altro ha aumentato decisamente la sua robustezza come effetto del Comprehensive Assessment e della nuova Vigilanza Europea. Le banche europee hanno aumentato i mezzi propri per 50 miliardi complessivi; la loro gestione è diventata più trasparente; i sistemi di monitoraggio si sono affinati, sono più penetranti e tempestivi”. 

E sottolinea: “La situazione ricorda la sfida tra due auto che si avventano verso uno scontro frontale: entrambe hanno convenienza a sterzare, ma ciascuno cerca di forzare l’altro a farlo. Sarà per questo che i greci hanno scelto come ministro delle finanze un esperto di teoria dei giochi?”. E conclude: “Se si guarda alla situazione non in termini di gioco, ma di effetti sociali potenziali, rilevantissimi, estesi a milioni di persone, ci si rende conto della convenienza a non avvicinare neppure l’ipotesi dello scontro. I greci chiedono uno sconto sulla restituzione del debito, che però hanno già incassato; dilazionarne la restituzione equivale a cancellare il problema per un certo tempo, a tassi di interesse che potrebbero essere molto bassi, se il rischio paese si attenuasse”.

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