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PALERMO – Un uomo e una donna in vacanza a Cefalù (Palermo) sono stati aggrediti dai cinghiali. L’uomo, Salvatore Rinaudo di  77 anni  è morto. La donna, 73 anni, si trova in gravissime condizioni all’ospedale della cittadina normanna dove è stata trasportata dal 118.  

Stando ad una prima ricostruzione i due, marito e moglie, si trovavano in una casa in campagna in contrada Ferla, sulle colline, a qualche chilometro dal centro abitato. Sui loro corpi i medici hanno constatato segni evidenti di morsi degli animali. Da tempo alcuni sindaci delle Madonie, soprattutto quelli dei comuni montani, segnalano i rischi dovuti al numero crescente di cinghiali nel territorio. 

Coldiretti, aggressione punta dell’iceberg di una emergenza nazionale

La drammatica aggressione è la punta dell’iceberg di una emergenza nazionale provocata dal proliferare senza controllo degli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale stimato in quasi 100 milioni di euro nel 2014, senza contare i casi in cui è stata messa in pericolo la vita delle persone. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la dolorosa aggressione di una coppia da parte di un branco di cinghiali nelle campagne sulle colline a qualche chilometro dal centro abitato di Cefalu’ che ha causato una vittima. “Proprio nei giorni scorsi gli agricoltori della Coldiretti hanno lasciato le campagne per lanciare un SOS alle Istituzioni in tutta Italia per una situazione insostenibile che sta provocando l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali” ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo . La situazione è grave con gruppi di cinghiali guidati da animali fino di oltre 150 chili di peso che arrivano oramai fino dentro le case. La sicurezza nelle aree rurali e periurbane – denuncia la Coldiretti – è in pericolo per il proliferare di animali selvatici come i cinghiali che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le persone e le cose. Non è piu’ solo una questione di risarcimenti dei danni ma è diventato – precisa la Coldiretti – un fatto di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne. Per chi opera nelle aree montane e svantaggiate è a rischio la possibilità di poter proseguire l’attività agricola ma anche di circolare sulle strade o nelle vicinanze dei centri abitati. Un pericolo che riguarda anche gli amanti dei boschi per passeggiare o raccogliere funghi. Negli ultimi dieci anni – conclude la Coldiretti – gli animali selvatici si sono quasi decuplicati e l’aumento di cinghiali e altri ungulati ha messo in allarme non solo le imprese agricole, ma anche la società e l’ambiente.

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