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Kerry, il futuro di Cuba è dei cubani

L’AVANA- “Il futuro di Cuba deve essere realizzato dai cubani, non riguarda gli estranei ma soltanto i cittadini di questo paese”.

Lo ha detto John Kerry alla cerimonia dell”alzabandiera all”ambasciata statunitense a Cuba. Ma allo stesso tempo il segretario di Stato americano ha dichiarato che gli Stati Uniti “continueranno a premere il governo cubano perchè rispetti i diritti umani. “Restiamo convinti – ha aggiunto – che il popolo cubano potrà solo trarre benefici da una vera democrazia, quando il cittadini potranno praticare la loro fede, scegliere i loro leader”.

Con queste parole, Kerry ha voluto sottolineare che gli Stati Uniti non intendono intromettersi negli affari cubani, ma anche che Washington non rinuncia a sostenere la strada verso la democrazia. E che, come ha poi sottolineato, gli Stati Uniti vogliono aiutare i cubani a “connettersi con il mondo” e chiedere al governo dell”Avana di rendere meno difficile ai suoi cittadini “di aprire aziende e connettersi online”. Il segretario di Stato ha parlato di riconciliazione, lodando la “decisione coraggiosa” dei presidenti americano e cubano Raul Castro di riallacciare le relazioni a 54 anni dalla rottura. “Non vi è nulla da temere, perchè saranno numerosi i benefici quando permetteremo ai nostri due popoli di conoscersi meglio, visitarsi più spesso, scambiare idee”, ha proseguito Kerry, parlando di “due popoli non nemici o rivali, ma vicini”. Per il segretario di Stato, i rapporti fra Usa e Cuba erano rimasti “ancorati al passato”. Dalla rottura, ha ricordato, è passato tanto tempo, vi sono stati dieci presidenti americani, è caduto il Muro di Berlino e gli Stati Uniti si erano anche riconciliati con il Vietnam. Quanto all”embargo, Kerry ha ricordato che ora spetterà al Congresso americano mettervi fine.

Iniziata con l”inno nazionale cubano, la cerimonia che Kerry non ha esitato a definire “storica”, si è conclusa, dopo il discorso del segretario di Stato, quando tre marines hanno issato il vessillo a stelle e strisce mentre suonavano le note dell”inno americano. La più alta autorità cubana presente era Josefina Vidal, capo della squadra dei negoziatori nella trattativa con gli Stati Uniti. Kerry rimarrà poche ore a Cuba, senza pernottare sull”isola. E” previsto un suo incontro con l”omologo Bruno Rodriguez, che il 20 luglio ha issato la bandiera cubana sull”ambasciata dell”Avana a Washington, ma non con il presidente cubano Raul Castro. Prima di lasciare l”Avana, Kerry presenzierà ad un ricevimento nella residenza dell”incaricato d”affari americano Jeffery DeLaurentis alla quale sono invitati dissidenti, artisti, imprenditori, membri della società civile e funzionari cubani.

 

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