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Terra dei fuochi di rifiuti pericolosi alle porte di Torino

Legambiente: “Basta agli scempi contro l’ambiente e la salute dei cittadini. Ora con la legge sugli ecoreati chi inquina pagherà”

ROMA – “Ben venga il lavoro della Guardia di Finanza che questa mattina ha scoperto alle porte di Torino uno nuovo scempio ai danni dell’ambiente e della salute dei cittadini. La notizia della discarica abusiva sequestrata oggi, dove sono state trovate tra le 450 tonnellate fibre amianto e prodotti chimici, di certo non fa bene al Paese e si va ad aggiungere alle altre storie di illegalità ambientale italiane; ma ora con la nuova legge sui delitti ambientali, approvata lo scorso 19 maggio, finalmente chi inquina non la farà più franca e pagherà per ciò che ha commesso. Una legge importante quella sugli ecoreati, attesa per 21 anni, che rappresenta uno strumento in più per aiutare magistratura e forze dell’ordine e grazie alla quale si potrà dire basta ai ladri di futuro, dando così una nuova speranza ai territori, ai cittadini e al popolo inquinato. Ma nella battaglia per debellare le ecomafie è anche importante che si adotti una buona politica e che si garantisca un sistema di controlli più efficace”, così commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.  

Stando all’ultimo Rapporto Ecomafia 2015, Legambiente ricorda che in Piemonte il bilancio nel 2014 è stato di 469 infrazioni di natura ambientale, 631 persone denunciate, 2 arresti e 106 sequestri. Continuano a primeggiare i settori ormai tradizionali della criminalità ambientale regionale: il ciclo dei rifiuti (172 infrazioni accertate) ed il ciclo del cemento (130). Preoccupanti anche i dati nazionali: sono 29.293 i reati accertati per un giro d’affari pari a 22 miliardi di euro.

“Le ecomafie – aggiunge Cogliati Dezza – non sono più una prerogativa delle regioni del Sud Italia, ma colpiscono tutta la Penisola spargendo i loro veleni ovunque come avviene, ad esempio, con il traffico illecito di rifiuti. Nel contrastare i traffici della criminalità organizzata, è però importante che vi sia anche una reazione del sistema sano delle imprese che emarginino chi vuole ancora abbattere i propri costi di produzione a danno dell’ambiente”.

Per Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: “Questa operazione conferma quanto le ecomafie siano ben radicate nella nostra Regione e non si tratta solo della ‘ndrangheta, smascherata ancora una vota dalle più importanti inchieste condotte negli ultimi anni in Piemonte, come il processo Minotauro e dall’operazione San Michele, ma a far cassa con lo smaltimento illecito dei rifiuti piemontesi sono quasi sempre imprenditori senza scrupoli che trovano nell’illegalità uno strumento criminale per abbassare i costi di produzione. Nel complimentarci con le forze dell’ordine per gli esiti delle indagini odierne ribadiamo la nostra preoccupazione per un settore che non sembra conoscere crisi. Oggi occorre che tutti, dai cittadini alle istituzioni, continuino a tenere alta l’attenzione a partire dai settori di maggior interesse economico con la consapevolezza che la vera lotta alla criminalità si fa sul campo della prevenzione. Per questo siamo convinti che la recente istituzione della commissione regionale antimafia, da noi sollecitata da diversi anni, sia una buona notizia e vogliamo confermare alla Regione Piemonte la nostra disponibilità a collaborare”.  

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