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Fotografia. Fiof Sicilia presenta: “EIKON, riflessi visivi”

“Il mare” un racconto per immagini 

ROMA – Sul finire di Agosto nel vecchio paese di Camilleri si è tenuta una mostra dal titolo “Il mare” patrocinata dal Fiof  (Fondo Internazionale della Fotografia , nato nel 2004  per sostenere i dei fotografi professionisti). Mostra che, merita la dovuta attenzione e riflessione.

La rassegna fotografica si è distinta nella fattispecie per la partecipazione di 3 illustri fotografi chiamati a fare uno storytelling sul mare. Un mare che non fotografa più le morti in mare della cronaca attuale, ma che torna alle origini. Al suo farsi strumento per chi di questo vive: i pescatori.

Dall’etneo Vito Finocchiaro (presidente regionale FIOF) a Marco Scintilla ad Alberto Cicchini, fotoreporter sambenedettese. I tre fotografi, hanno realizzato dei reportage. Reportage che con fare eclettico, documentano specialisticamente il lavoro dei pescatori della propria terra natia, mettendone in risalto sforzi e difficoltà.

Da Finocchiaro (con “I figli del Mediterraneo”) a Cicchini (con “Il caro pesca”)  che la fotografano in chiave ‘reportagistica’ a Marco Scintilla, invisibile, a bordo di un peschereccio.

L’ambivalenza dei colori negli scatti di Scintilla

Il mare e l’uomo. Entità contingenti. Inseparabili. Assai evidenti negli scatti di Marco Scintilla. Marco è un poliziotto di professione, originario di Porto Empedocle. È appassionato di fotografia sin da quando era piccolo.  Un suo scatto, estemporaneo, scattato durante la festa del santo patrono Calogero (qualche anno fa)  gli fa ottenere menzione speciale al Fiof e successivamente ottenere l’invito a un’esposizione in Cina nell’ambito di una bizzarra mostra contemporanea. Mostra che legava sacro a profano-pagano. 

Da allora Marco, scopre che la passione per la fotografia è il più bello dei modus operandi per conoscere la realtà che lo circonda. A partire dal tema di quest’anno: ‘il mare’, più che mai vicino a lui. Il mare, lontano dall’attuale cornice tragica del fenomeno dell’immigrazione clandestina riportato dalle cronache, bensì più vicina al singolo e alle tradizioni popolari.

Appunto per questo, la mostra (itinerante) quest’anno ha fatto tappa nel paese natale di Marco: Porto Empedocle. La nota  “Vigata” di Camilleri e crocevia del commercio tra forestieri nella Sicilia di Carlo V con affaccio sulle più bella delle terrazze del Mar Mediterraneo. Il paese di Marco, non a caso chiamato volgarmente  ‘dei pisciari’, per la sua prosperosa produzione ittica diviene strumento descrittivo per spiegarne in chiave antropologica la realtà entro la quale si racchiude il mondo dei pescatori.

Uno sciame di pescherecci attraversa il mare, nella notte, mentre silenziosa dorme la città più a sud d’Italia, il vecchio molo di Girgenti, a un passo dalle Pelagie e dalla calda Africa. 

Partenza h 5.30 Marco approda con la sua macchina fotografica sul peschereccio O’ Scia, dei fratelli Spampinato. Vuole capire come vive chi vive sul mare e quale tempo sia stato vissuto prima, prima che il cibo degli uomini dal fondale arrivi sulle nostre tavole.

«Volevo cogliere l’aspetto umano. Mi sono chiesto: cosa fanno?».

Uno scatto distratto all’alba, poi al risveglio, poi a prua a raccogliere in rete e pulire pesce dopo pesce , infine il rientro. La stanchezza mai vinta dei padroni del mare. Sempre umili.  Nelle vesti color arancio, come il loro pesce pescato. Il bianco del cielo all’alba sposatosi con le reti che raccolgono gli esseri del mare. Il blu del mare e il blu del cielo dentro la più mozzafiato delle cornici naturali.

Sembrano gesta ripetute quelle dei pescatori, ripetibili. E invece no. L’occhio di Marco coglie l’invisibile, come dice lui «cerca di prendere quello che non c’è». Il quotidiano è lo scenario che accompagna il visitatore oltre la soglia visiva convenzionale . Apprezzato dalla critica straniera e dalla cittadinanza.  In conclusione, una mostra come quella di Eikon, merita ringraziamenti e menzioni onorifiche al grande maestro Vito Finocchiaro, senza il quale non si sarebbe potuta realizzare.

 

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