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Pm: “le parole di De Luca hanno  un peso determinante soprattutto sul movimento”

TORINO –  Condannare Erri De Luca a una pena di 8 mesi per istigazione a delinquere. E’ questa la richiesta formulata dal pm Antonio Rinaudo dopo la requisitoria nel processo contro De Luca in relazione ad alcune dichiarazioni fatte dallo scrittore sui sabotaggi alla Tav.

E’ quindi ripreso il processo a Torino contro lo scrittore. In aula, oltre a De Luca, è presente un nutrito gruppo di No Tav, tra cui lo storico leader del movimento, Alberto Perino.

Sempre nella requisitoria il pm ha sottolineato il peso determinante delle parole pronunciate da De Luca, che in maniera del tutto consapevole, avrebbe incitato a sabotare il cantiere della Torino-Lione. “Mi pare inevitabile – ha detto Rinaudo – che queste parole siano dirette a incidere sull’ordine pubblico. De Luca ha peso, pregnanza, possibilità di incidere sulla volontà di altri e con la forza delle sue parole ha sicuramente incitato a commettere reati”.

Negli articoli contestati – ha poi argomentato Rinaudo – si parla di molotov e De Luca non venga a dire adesso che non se ne parla. I sabotaggi si traducono quantomeno in danneggiamenti, anche se l’obiettivo è realizzare altri reati come attaccare le forze dell’ordine. Tagliare le reti non è danneggiare le recinzioni del vicino, ma una struttura che è area di interesse strategico nazionale per un’opera di rilevanza internazionale”. Per il magistrato dunque, “quando De Luca parla, le sue parole hanno un peso determinante soprattutto sul movimento No Tav“.

Sempre secondo Rinaudo nel caso del reato di istigazione “è irrilevante il fine per cui si agisce”, inoltre “la libera manifestazione del pensiero di fronte a una manifestazione che ha un contenuto intrinseco di illeicità, come istigare, non può trovare tutela”. 

Tuttavia secondo il magistrato si possono concedere le attenuanti generiche per il comportamento processuale di De Luca che “ha risposto alle domande e non si è mai sottratto”.

Dopo l’accusa, parlerà  la parte civile e poi sarà la volta degli avvocati difensori dello scrittore. Probabilmente oggi  non si arriverà alla sentenza ma  saranno necessari anche pochi giorni visto che il giudice Immacolata Iadeluca, ha già comunicato agli avvocati la sua intenzione di rinviare a una prossima udienza le repliche e la lettura del dispositivo.

Le reazioni di solidarietà allo scrittore 

Paolo Ferrero dice: “La richiesta di condanna a 8 mesi per Erri De Luca è l’ennesima, vergognosa, puntata dell’ operazione pro Tav in atto in questo Paese. E’ indecente che si chieda di punire in sostanza un reato d’opinione, della Tav nessuno può nemmeno parlare male! Pur di salvaguardare un’opera inutile e dannosa fanno danni non solo al territorio ma alla democrazia”

“Il mio messaggio per Erri De Luca: #IoStoConErri”. Lo scrive su twitter Beppe Grillo, dove posta anche una foto, che sul suo blog poi aggiunge: “Il pubblico ministero di Torino Antonio Rinaudo ha chiesto otto mesi di reclusione per lo scrittore Erri De Luca nel processo che lo vede protagonista con l’accusa di istigazione a delinquere per le dichiarazioni relative al caso Tav. Il PM ha dichiarato: ”Nelle interviste rilasciate pubblicamente ha commesso incitazione a commettere il sabotaggio. È indiscutibile che si debba concludere arrivando alla penale responsabilità dell”imputato riconoscendo comunque le attenuanti generiche per il comportamento processuale e perche” non si e” mai tirato indietro rispetto alle domande dell’accusa e del giudice”.

“Erri De Luca ha risposto: ”Mi sarei aspettato il massimo della pena, invece sono stupito della differenza tra gli argomenti prodotti dall’accusa e un’entità tanto esigua della richiesta. Non sono un martire, non sono vittima, non uno cui e” caduta una tegola in testa passeggiando, sono solo testimone di una volonta” di censura della parola”. “#IoStoConErri”, conclude Grillo.

Luigi de Magistris su twitter: PM Torino:8 mesi per Erri de Luca.Da PM sto con Erri e quindi con la giustizia.Non si processa la cultura,non si arresta il pensiero libero!

Cecilia Strada sempre su twitter:  non posso che citarlo di nuovo: “Per uno scrittore, il reato di opinione è un onore”. Erri De Luca, e io sto con lui.

Roberto Saviano su Facebook scrive: “Le parole dei PM contro Erri De Luca oggi suonano inquisitoriali. E il silenzio degli scrittori è assordante”.  “Me l’aspettavo – aggiunge -, del resto nell’aula di tribunale contro i boss Iovine e Bidognetti (e il loro avvocato) accanto a me non c’erano scrittori, non c’era quel residuo di mondo culturale che ancora galleggia. Come non ci sono dietro e accanto a Erri De Luca”. “Questo Paese di scrittori melliflui – prosegue Saviano -, pronti ad avere parole dure e acide per ricevere l’obolo di una rubrica, pronti a candidarsi a qualsiasi cosa per lo scranno che gli darà pensione, pronti a scannarsi per qualche copia. Si possono non condividere idee e prassi, ma bisogna sempre stare dalla parte di chi rischia scrivendo. Di chi assume sulla pagina, e nelle parole, posizioni che possono fargli smarrire serenità, equilibro, libertà, credibilità”.

 

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