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ROMA – Volkswagen è crollata in Borsa affossata dalla vicenda relativa alla manipolazione delle regole antismog negli Usa. L’azienda ha infatti ammesso di aver falsato la misurazione degli scarichi di gas emessi dai veicoli diesel venduti negli Usa, al fine di raggirare gli standard anti-inquinamento previsti.

Questo passo falso rischia di costare alla Volkswagen una sanzione da 18 miliardi. Insomma un vero e proprio  passo falso quello compiuto dall’azienda tedesca, un terremoto che l’ha portata oggi a una discesa in picchiata sul listino di Francoforte, perdendo il 19,40%.

L’amministratore delegato Martin Winterkorn si è pubblicamente scusato “Io personalmente sono profondamente dispiaciuto che abbiamo spezzato la fiducia dei nostri clienti e del pubblico. Coopereremo pienamente – ha rassicurato – con le agenzie responsabili, con la trasparenza e l’urgenza, necessarie, per stabilire tutti i dettagli del caso. Volkswagen ha ordinato un’inchiesta esterna”. 

Intanto negli Stati Uniti sono state ritirate 500mila vetture vendute, inoltre è stata sospesa con effetto immediato la vendita dei modelli equipaggiati con il motore diesel 2 litri “incriminato”, che negli Usa sono Jetta, Maggiolino, Golf, Passat, e l’Audi A3. Un portavoce del gruppo automobilistico tedesco ha dichiarato a tal proposito “Posso confermare che le vendite sono state interrotte”. L’agenzia per la protezione ambientale (Epa) ha accusato la casa automobilistica di aver infranto la legge installando un software per aggirare gli standard ambientali per la riduzione dello smog nelle vetture Audi e Volkswagen a 4 cilindri prodotte tra il 2009 e il 2015. Le accuse riguardano circa 482.000 vetture diesel vendute negli Stati Uniti dal 2009. 

Il Governo tedesco ha chiesto ai costruttori automobilistici di fornire informazioni per verificare che non ci siano state anche in Germania manipolazioni dei dati anti-inquinamento, simili a quelle ammesse da Volkswagen negli Stati Uniti. “Ci attendiamo dai costruttori automobilistici informazioni affidabili, affinche’ la Kba, l’autorità competente, possa verificare se manipolazioni comparabili abbiano avuto luogo anche in Germania o in Europa”, ha detto Andreas Kubler, portavoce del ministero dell’Ambiente. Il ministro dell’Economia tedesco, Sigmar Gabriel definisce la vicenda “un brutto incidente” che causa preoccupazione per la reputazione dell’industria dell’auto tedesca. “E’ una brutta storia, credo sia evidente”, ha proseguito il ministro, che durante un incontro con la stampa ha definito la vicenda un “clamoroso inganno ai danni dei consumatori”. “Capirete che siamo preoccupati che ne soffra la reputazione, a ragione eccellente, dell’industria dell’auto tedesca e in particolare quella di Volkswagen”. “Il made in Germany è sinonimo di qualità a livello mondiale ed è importante fare subito chiarezza”, ha sottolineato ancora Gabriel.

Rete Consumatori Italia prepara Class Action

La Rete Consumatori Italia ha annunciato l’avvio di una Class Action contro Volkswagen. Secondo l’associazione dei consumatori, già in precedenza “diversi veicoli di molteplici marche presentavano delle anomalie ‘seriali’ e quindi “si presume che sia prassi falsificare le risultanze dei test e non solo sull’emissione dei gas di scarico”. Proprio per questo, conclude la nota, “abbiamo deciso di intraprendere questa battaglia; al più presto partiranno esposti in Procura e segnalazioni all’Antitrust”.

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