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Volkswagen. Domani probabile nomina nuovo A.d. Codacons, sospendere spot tv

ROMA – Mentre il consiglio di amministrazione di Volkswagen continua a perdere pezzi e l’ad dimissionario lascia accaparrandosi una pensione di ben 28,6 milioni di euro, domani con tutta probabilità verrà nominato il nuovo amministratore delegato. Sono Wolfgang Hatz di Porsche e Ulrich Hackenberg di Audi i due consiglieri che oggi hanno rassegnato le loro dimissioni in seguito allo scandalo. Mentre in base ad alcune indiscrezioni, sembra che il candidato più probabile alla guida della casa automobilistica tedesca sia Matthias Mueller, attuale numero uno di Porsche.

A riportarlo è il quotidiano tedesco Handesblatt, che cita fonti aziendali,  secondo le quali buona parte del consiglio di sorveglianza appoggerebbe la nomina di Mueller, già considerato favorito rispetto ai capi dei brand Audi e Volkswagen, Rupert Stadler e Herbert Diess, anch’essi in lizza. Con il 31,5% delle partecipazioni, Porsche è il primo azionista di Volkswagen. 

Il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt ha oggi ammesso che effettivamente  sono stati truccati i dati sull’inquinamento anche in Europa.  La procura di Torino  ha quindi aperto un’inchiesta per accertare se siano coinvolte anche vetture in circolazione in Italia. “Siamo stati informati che anche in Europa i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 sono stati manipolati”, ha detto Dobrindt a Fox News, aggiungendo che non è ancora chiaro di quanti veicoli si tratti. 

Intanto i senatori Salvatore Tomaselli e Massimo Caleo, capigruppo Pd nelle commissioni Industria e Ambiente di Palazzo Madama, in una lettera indirizzata ai presidenti delle due commissioni, chiedono che la vicenda Volkswagen venga esaminata dai parlamentari membri in sessione comune in una apposita attività conoscitiva. L’intento sarebbe quello di comprendere le cause e le problematiche della vicenda Volkswagen e quali possano essere le sue ricadute per i consumatori italiani, il settore automobilistico e l’ambiente.  L’iniziativa, secondo i due senatori, potrà aiutare a  chiarire “quante siano le autovetture Volkswagen coinvolte dalla vicenda in questione nel nostro Paese; quali siano le ricadute ambientali nel nostro territorio; quali siano i sistemi di rilevazione dei gas di scarico adottati e i sistemi di verifica e controllo dei medesimi, nonché del software delle autovetture, e se vi siano sistemi di rilevazione uniformi per tutte le case automobilistiche; se siano coinvolte nella vicenda anche altre aziende del settore automobilistico, come pare possibile dalle ultime notizie, e, infine, quali iniziative, anche normative, possano essere intraprese nel territorio nazionale e della Ue a tutela dei consumatori, dell’ambiente e di una corretta e trasparente competizione di mercato””.

Nel frattempo si è mosso anche il Codacons che ha chiesto a Rai, Mediaset, Sky e La7 “la sospensione immediata degli spot della Volkswagen almeno fino a che non sarà stata fatta piena chiarezza sul grave scandalo automobilistico”.   L’organizzazione dei consumatori chiede inoltre il sequestro urgente di tutti i contratti stipulati dalla Bosch, azienda produttrice dei sistemi di iniezione common rail per i motori diesel della Vw, con le case automobilistiche. “La società tedesca – afferma il Codacons – si è tirata fuori dallo scandalo, affermando di aver solo fornito i componenti e di non avere nulla a che fare con l’assemblaggio degli stessi, ma è necessario capire quante altre aziende dell’auto abbiano a disposizione il medesimo software utilizzato dalla Volkswagen, e siano quindi potenzialmente in grado di realizzare analoghe falsificazione delle emissioni”. 

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