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Nuovi raid aerei russi in Siria, gelo tra Usa e Russia

ROMA – Sono oltre 50 i caccia e gli elicotteri russi impegnati nei raid sulla Siria, ripresi oggi sulla scia di uno scambio di accuse tra Mosca e Washington. Vladimir Putin ha definito “un attacco informativo” le notizie di vittime tra i civili causate dagli aerei russi: “ci siamo abituati”, ha detto.

E ha annunciato che con gli americani ci sono contatti in corso, piani per creare un “meccanismo d’azione d’eccezione” per coordinare gli interventi anti-Isis. Ma è proprio sui veri obiettivi della campagna aerea lanciata dal Cremlino che dagli Stati Uniti arrivano dichiarazioni scettiche e anche aperte accuse.Il senatore Usa John McCain, presidente della Commissione Servizi armati, ha detto alla Cnn di potere “assolutamente confermare” che sotto il fuoco russo sono finiti “il Libero esercito siriano o gruppi che sono stati armati addestrati dalla Cia”. L’influente McCain era stato anticipato da un articolo del New York Times, secondo cui i russi hanno bombardato postazioni dei ribelli siriani, compreso almeno un gruppo addestrato dalla Cia. Ieri il leader della Coalizione nazionale siriana, Khaled Khoja, ha affermato che in un attacco russo nella provincia di Homs sono rimasti uccisi 36 civili. 

I dubbi americani sembrano alimentati anche dalla vaghezza delle dichiarazioni in merito agli obiettivi dei raid che arrivano da Mosca, dove il mantra resta quello delle azioni in totale “coordinamento con le autorità siriane”. Questo, in termini di bersagli, può significare altri gruppi rispetto allo Stato islamico, dato che per il regime di Damasco tutte le formazioni armate che gli si oppongo sono catalogate come “terroristiche”, anche quelle che l’Occidente accetta come possibili interlocutori, in quanto “moderati”. Lo stesso portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha citato una “lista di gruppi” attivi in Siria. E a questo proposito, l’emittente libanese al Mayadeen ha riferito che la Russia aveva per obiettivo “una lista di organizzazioni terroristiche” concordata con l’esercito siriano.In ogni caso, una smentita netta è stata affidata direttamente ai siriani: “tutti gli attacchi sono stati condotti su posizioni dell’Isis”, ha detto a Mosca, in conferenza stampa, l’ambasciatore Riyad Haddad. “Abbiamo precise coordinate per identificare i siti dei gruppi terroristici”, ha aggiunto.Il primo a respingere le accuse e i sospetti sui raid russi era stato in realtà il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. “Le voci secondo cui gli obiettivi dei raid non fossero posizioni dell’Isis sono infondate”, ha detto Lavrov a New YOrk, dove ha incontrato nella notte (europea) il segretario di Stato americano, John Kerry. E’ stato il terzo incontro in pochi giorni e si sono ripromessi di vedersi di nuovo, per parlare anche di Ucraina.Ed è proprio la crisi ucraina, oscurata da quella siriana, a restare sullo sfondo come incognita, in grado di influenzare non poco il gioco russo in Siria. Molti analisti sostengono che Putin, poco interessato a una lunga e costosa campagna militare in Siria, stia mostrando i muscoli in Medio Oriente per vincere sul fronte ucraino, in particolare per ottenere la revoca delle sanzioni internazionali. Domani il capo del Cremlino sarà a Parigi per la riunione del cosiddetto “Quartetto normanno”, con il presidente ucraino Petro Poroshenko, il capo dell’Eliseo Francois Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel. “C’è ancora molta strada da fare per arrivare ad una soluzione in Ucraina – tuttavia vi sono cose che ispirano una certa fiducia sulla possibilità di farcela”, ha commentato il presidente russo.

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