Miglior casino Italia

  1. Silverplay Casino Bonus Senza Deposito Immediato: Trovando più di 3Huntsmen si accende il bonus scelto.
  2. Casino Online Con Bitcoin - Non tutti i giocatori d'azzardo del Regno Unito hanno le stesse preferenze, quindi abbiamo designato le pagine per ogni stile di gioco.
  3. Bonus Festivo Natale Casino: Prime Slots casino ha una delle migliori offerte disponibili per i giocatori online con sede nel Regno Unito.

Migliori casinò europei

Migliori Casino Bitcoin Con App Mobile
Se si registra solo allora si dovrà ottenere venti giri gratis con cui si può giocare.
Quale Blackjack Scegliere Principiante
Si dovrebbe sempre stare su 17 e oltre.
Donny ha usato il potere di veto, con il capo della casa Derrick Levasseur nomina Devin.

Asso di quadri poker

Casino Cardano Ada Prelievo Tempi
Vorremmo chiedere al Casinò Casinia di rispondere a questo reclamo.
Ladbrokes Casino Bonus Primo Deposito Oggi
I giocatori vengono registrati automaticamente nel momento in cui arrivano sul sito e i dettagli dell'account memorizzati sui loro browser.
Casino Nizza Bonus Compleanno

Buona scuola, arriva la mazzata finale del governo Renzi

ROMA – Il mondo della scuola pubblica è sotto attacco da almeno una quindicina di anni, se non più.

Da quando, nel 1998 (in carica c’era un governo di “centro- sinistra” presieduto da Romano Prodi ed il ministro della Pubblica Istruzione era Luigi Berlinguer) fu istituita la famigerata “autonomia scolastica”, in particolare l’autonomia tecnico-finanziaria ed amministrativa, che ha inferto tagli notevoli al budget economico delle scuole, in quanto ha permesso al governo centrale di intraprendere una politica di disinvestimenti a discapito delle scuole pubbliche, ormai definite “autonome”, ossia abbandonate di fatto a sé stesse. Nel contempo, i soldi sono stati dirottati altrove, cioè nel settore privato.

L’ultima riforma virtuosa ed apprezzabile che io ricordi, risale all’introduzione dei “moduli didattico-organizzativi” nella scuola ex elementare (primaria). Fu varata nel 1990 e reca la firma dell’allora ministro dell’Istruzione, l’attuale presidente della Repubblica. Si trattava di una riforma ispirata da una visione pedagogica seria e credibile, pluralista e democratica. Inoltre, anziché tagliare, prevedeva investimenti e creava anche nuovi posti di lavoro: il “modulo didattico” era una soluzione organizzativa formata da tre insegnanti dotati di pari dignità e titolarità (vale a dire che non esisteva una gerarchia tra un collega di serie A ed uno di serie minore) che ruotavano su due classi. Questo era il nucleo organizzativo base, il più diffuso, ma io ho lavorato (bene) anche in moduli “anomali” composti da più di tre/quattro docenti su tre classi. Insomma, il modulo aboliva e superava la scuola del maestro unico ed introduceva nella scuola elementare una pluralità di figure didattiche. Le quali offrivano esempi comportamentali e modelli socio-educativi vari e diversi. Il che abituava gli alunni ad una coesistenza con le differenze culturali. E non mi pare una novità da poco. Per almeno diciassette anni quella riforma funzionò a meraviglia, ma nel 2008 venne la Gelmini ed eliminò i moduli, restaurando la figura del maestro unico o, meglio, una figura didattica prevalente. Per ragioni di mera ragioneria aziendale e non pedagogiche. Infine, la legge 107/2015, varata dal governo in carica, sta per infliggere la mazzata finale a quella che un tempo era la migliore scuola elementare del mondo, ovvero una delle migliori.

Condividi sui social

Articoli correlati

Torna in alto