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The Program. Ascesa e caduta di un mito. Recensione. Trailer

The Program racconta l’ascesa fulminea e la drammatica caduta del sette volte campione del Tour de France, Lance Armstrong, e di David Walsh, il giornalista che ha rivelato a tutti l’oscuro mondo e i retroscena del ciclismo, nonché l’ascesa e la caduta di quello che veniva definito come un vero eroe. 

Ci voleva Stephen Frears a raccontare una storia così straordinaria e drammatica al tempo stesso. Il regista di The Queen e Philomena (probabilmente uno dei migliori registi britannici in assoluto) rimase incuriosito dal libro di David Walsh, Seven Deadly Sins tanto da volerlo incontrare e discutere di un probabile adattamento cinematografico. 

Il film si concentra su pochi, fondamentali aspetti: elementi di lotta personale e voglia di vincere sempre e comunque; il successo tramite strumenti illegali; lo sfruttamento dei mezzi di comunicazione. Tutto è raccontato con un ritmo molto veloce (quasi 15 anni di storia in poco meno di due ore di film), e Frears e il suo sceneggiatore John Hodge mettono in scena benissimo quel senso profondo di sfida, di arrivare al punto più alto, la tensione prima, durante e dopo una gara. 

L’imbroglio, così come viene definito anche sulla locandina, è raccontato senza una presa di posizione, nonostante il film sia tratto dal giornalista che decise di scoperchiare questo terribile sistema. Siamo davanti un film inchiesta, ma non facciamo il tifo né per Walsh né per Armstrong. E forse è questa l’arma vincente di The program: riuscire a mantenere un certo distacco da un argomento così tanto palese, non scadendo nel moralismo spicciolo, né simpatizzando per un Armstrong che smaschera anche una fragilità disarmante, dietro la sua fame di successo. 

Visivamente il film è perfetto: si alternano scene rapidissime durante le corse in bici a momenti di profonda intimità negli hotel e nelle case di questi ciclisti lasciati, molto spesso, soli davanti tutto quel benessere. Ed a questo proposito, è straordinario il contrasto tra spazi larghi dettati dalle corse e quelli ristretti di un camper, di una camera d’albero o di un bagno nella propria casa. 

Ultimo merito va agli attori: uno straordinario (e paurosamente simile ad Armstrong) Ben Foster regala una performance che forse lo renderà protagonista agli Oscar, capace di restituirci, anche solo con uno sguardo, l’emozione e lo stato d’animo; Chris O’Dowd interpreta lo scrittore e giornalista sportivo David Walsh e si cala perfettamente nei panni del ficcanaso scomodo a tutti; infine un mostruosamente bravo (quasi sempre, in realtà) Guillaume Canet nei panni del Dottor Michele Ferrari (un personaggio macchiettistico, ma parecchio determinato nelle sue scelte). 

Insomma, un film potente dal punto di vista visivo quanto narrativo, che restituisce al pubblico una storia scomoda ma, paradossalmente, molto appassionante. E ricca di emozioni. 

  • DATA USCITA: 08 ottobre 2015
  • GENERE: Biografico, Drammatico
  • ANNO: 2015
  • REGIA: Stephen Frears
  • SCENEGGIATURA: John Hodge
  • ATTORI: Ben Foster, Dustin Hoffman, Chris O’Dowd,Lee Pace, Jesse Plemons, Bryan Greenberg, Guillaume Canet, J.D. Evermore
  • FOTOGRAFIA: Danny Cohen
  • MONTAGGIO: Valerio Bonelli
  • MUSICHE: Alex Heffes
  • PRODUZIONE: StudioCanal, Working Title Films
  • DISTRIBUZIONE: Videa
  • PAESE: Gran Bretagna
  • DURATA: 103 Min

The program – Trailer

 

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