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Immigrazione. La UE, accordo raggiunto con la Turchia

BRUXELLES – Sostegno politico all’accordo di cooperazione fra la Ue e la Turchia, ma ancora nessun consenso sul meccanismo permanente per la redistribuzione di richiedenti asilo fra tutti i Paesi.

Questo l’esito del vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea terminato nella notte a Bruxelles. I leader Ue hanno dato il loro appoggio di principio all’accordo con Ankara che il primo vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha negoziato con il governo turco, ma non hanno dato alcun via libera formale. L’intesa prevede fondi per 3 miliardi di euro per la gestione dei campi profughi, anticipazione della liberalizzazione dei visti al 2016, ‘scongelamento’ di cinque capitoli del processo per l’adesione della Turchia all’Unione europea e inserimento nella lista Ue dei Paesi sicuri. In cambio Ankara si impegna a rafforzare i controlli ai propri confini, ad aumentare la cooperazione con la Grecia e a consentire ai profughi siriani di lavorare legalmente sul proprio territorio, riducendo gli incentivi. Per il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, il piano d’azione rappresenta un “importante passo avanti” per fermare nuove ondate di richiedenti asilo verso l’Europa. Ma, ha avvertito, un accordo con la Turchia “ha un senso solo se contiene efficacemente il flusso di profughi”. 

Anche il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha spiegato che il processo della liberalizzazione dei visti “sarà accelerato, ma questo non significa che vengano meno i criteri che dovevano essere rispettati. Juncker ha sottolineato che “c’è un legame chiaro” tra quello che farà la Turchia per fermare i migranti e la liberalizzazione dei visti. Una prima valutazione sui progressi sarà effettuata nella primavera del 2016, si evidenzia nelle conclusione del Consiglio europeo. Nelle conclusioni non è invece citato il meccanismo permanente di redistribuzione dei richiedenti asilo in tutti i Paesi Ue in caso di crisi. Nel testo adottato si parla della “necessità di ulteriori discussioni su importanti azioni prioritarie”. I Paesi Ue continuano a essere divisi sul sistema di ricollocamenti, con alcuni Paesi dell’Est contrari. “Non riesco a capire perché i Paesi dell’Est ritengano di non essere trattati bene -ha spiegato in conferenza stampa la cancelliera tedesca, Angela Merkel- devo capire perché reagiscono così duramente a una delle sfide che la Ue deve affrontare”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha definito il vertice di Bruxelles “molto ristretto nel tempo ma importante. Si è confermato quello che avevo detto: la posizione italiana in questi sei mesi è tata la più coerente. Dal primo giorno parliamo di un approccio complessivo” alla gestione dell’immigrazione e “oggi questo è condiviso”.

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