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BOLOGNA – La linea ferroviaria nel nodo di Bologna ko per un sabotaggio nella notte; città blindata da quasi un migliaio di agenti; anarchici pronti a bloccare pullman in arrivo da capoluogo emiliano; quattro cortei non autorizzati pronti a invadere la zona rossa; prime tensioni tra polizia e centri sociali alle porte di Bologna.

Sono i primi effetti del raduno della Lega Nord a cui ha aderito in extremis anche Forza Italia e Silvio Berlusconi e la destra di Giorgia Meloni. Nella notte il primo atto anti-Salvini attribuibile presumibilmente agli anarchici che hanno incendiato quattro punti sui cavi interrati nella sottostazione elettrica a Santa Viola, alle porte della stazione Centrale di Bologna. 

Per il pm Rossella Poggioli l’attentato è attribuibile all’area anarchica No Tav lo stesso responsabile dell’azione di circa un anno fa, il 23 dicembre 2014, sempre alla stazione Santa Viola. Per terra è stata trovata la scritta “8/11 sabotare un mondo di razzisti e frontiere”. Immediato il commento su Facebook del leader del Carroccio Matteo Salvini: “In galera questi delinquenti”. Il procuratore di Bologna Walter Giovannini ha detto: “Sono delinquenti che si accaniscono contro gente comune”.

Ma a preoccupare di più l’ordine pubblico sono in particolare due cortei: il primo che si è dato appuntamento intorno alle 10 sul ponte di Stalingrado promosso da Crash, Social Log, Xm24 e il blocco studentesco Cua e Cas; l’altro è promosso dai centri sociali Tpo, Labas e Hobo, gli stessi che un anno fa assaltarono la macchina di Salvini al campo nomadi di Villa Erbosa. I due cortei tenteranno di raggiungere piazza Maggiore dove il popolo padano si raduna per ascoltare i leader. I primi scontri con le forze dell’ordine si sono verificati, prima di mezzogiorno, proprio alle porte del centro, di fronte a Porta Mascarella, dove il primo corteo ha tentato di sfondare il cordone della polizia che ha risposto con diverse cariche di alleggerimento. “Difendere Bologna dall’invasione leghista” è lo striscione a capo del corteo formato da diverse centinaia di giovani che hanno acceso anche alcuni fumogeni colorati. Sempre sui viali è arrivato a Porta Mascarella l’altro corteo col tentativo di unirsi per ‘attaccare’ la zona rossa. Gli elicotteri della polizia sorvolano tutto il centro.

Salvini rilancia il centro destra

Nel frattempo dal palco di Piazza Maggiore a Bologna Matteo Salvini ha salutato i suoi “fedeli”: “Da questi 100mila parte la rivoluzione delle persone perbene”.  “Viva Bologna – ha detto ancora Salvini salutando la piazza – e da adesso in poi viva Valentino Rossi”. Nel discorso conclusivo, tanti i messaggi lanciati dal leader della Lega che ha preso la parola dopo un lungo intervento di Silvio Berlusconi. Dopo aver rivolto un pensiero ai 4 carabinieri feriti negli scontri, Salvini ha incentrato il discorso sui temi che stanno piu’ a cuore alla Lega, toccando in particolare i temi della sicurezza, della famiglia e del lavoro. “Il ‘fenomeno’ Renzi dice che la crisi e’ passata – ha spiegato Salvini – io vorrei che le aziende tornassero ad essere italiane”. Ai manifestanti in piazza ha proposto idee chiare: “lavoro e sicurezza”. Toccando il tema della famiglia ha poi aggiunto: “per noi il bambino viene adottato dove ci sono una mamma ed un papa’”, spiegando poi in chiusura di discorso che la prima legge che vorrebbe approvare al governo servirebbe a riempire qualche culla vuota: “asili nido – ha detto ancora Salvini – gratis come in Francia, per tutti fino a due anni e torneremo a correre”.

Salvini ha poi precisato: “Nessun ritorno al passato, nessuna nostalgia, Alfano e’ inutile non fara’ mai questa piazza”. Sempre rivolto alla gente che riempiva piazza Maggiore ha aggiunto: “Questa non e’ la piazza del rancore e dell’odio, sogno una Bologna aperta, una citta’ aperta, tutti sono i benvenuti, ma chi sbaglia – ha voluto sottolineare – paga. Non sopporto quei comunisti con la puzza sotto il naso – ha detto ancora il leader della Lega – che aiutano chi sta a 5000 chilometri di distanza e si dimenticano del pensionato sul pianerottolo. Prima la nostra gente”, ha incalzato ancora Salvini, che ha voluto lanciare anche un messaggio all’Anpi che aveva dichiarato di temere un danneggiamento al sacrario ai caduti partigiani presenti in piazza. “Vorrei dire sottovoce – ha detto ancora Salvini – che piu’ che avere paura della Lega – vadano a tirare le orecchie ai loro nipotini dei centri sociali, figli di papa’”. “Vogliamo vincere e non partecipare – ha detto ancora Salvini – se voi non mollate io non mollo di un millimetro, da nord a sud, perche’ abbiamo un compito storico”.  

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