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ROMA – Un piano per intercettare e, se necessario, abbattere droni eventualmente usati per attacchi terroristici. E’ una delle misure di sicurezza annunciate dal prefetto della capitale, Franco Gabrielli, in vista del Giubileo.

Era stato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, pochi giorni fa a segnalare come il pericolo potrebbe arrivare anche dall’alto. E oggi Gabrielli, intervenendo all’inaugurazione della centrale operativa per il numero unico 112, ha spiegato che si sta lavorando ad “un potenziamento dei sistemi di intercettazione” e, “nelle condizioni che lo consentiranno, anche di abbattimento” dei velivoli ‘a pilotaggio remoto’. “Che ultraleggeri e droni volino e’ un dato scontato, il tema dei temi e’ non farli alzare in volo, memori anche di quanto avvenuto durante il funerale di Vittorio Casamonica”. Stamane, nel corso di un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, si e’ definita “la distribuzione sul territorio delle forze messe a disposizione dal governo: avremo un presidio, di fatto, in quasi tutte le stazioni delle tre linee della metro, nei nodi di scambio e in tutti quei luoghi di aggregazione che possono rappresentare degli obiettivi. Siamo all’interno di una minaccia ma questo non ci deve indurre a un atteggiamento di paura”, ha raccomandato Gabrielli, ricordando che “lo Stato e le istituzioni stanno lavorando in maniera seria e proficua”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il ministro Alfano: “Vogliono farci cambiare le nostre abitudini, comprimere la nostra liberta’”, ma “la voglia di vivere degli italiani e’ piu’ forte della paura”. “Roma e l’Italia sono esposte come Parigi”, ha ammesso, invitando a “guardare in faccia la realta’: non esiste un rischio zero, dobbiamo cercare di abbassare il rischio il piu’ possibile”. Inviti alla serenita’, che pero’ non valgono, almeno per adesso, a metabolizzare la paura. Paura evidente, stamattina, anche a Piazza San Pietro, dove all’udienza generale del Papa erano presenti poco piu’ di 20mila persone. La capitale in appare blindata, con le metro che brulicano di agenti. E nella notte sono scattati i primi posti di blocco ‘a imbuto’, con controlli su tutte le auto in transito. Ogni minimo sospetto provoca allarme e alimenta la ‘psicosi’ attentati: falso allarme bomba in zona Vaticano per uno zaino lasciato incustodito, ed episodio simile a Bologna, dove un bagaglio abbandonato vicino ad un binario della stazione ha fatto scattare l’evacuazione dell’atrio. I controlli di polizia sono stati intensificati in tutte le citta’, e su porti (con un’attenzione particolare per quelli tradizionali approdo di migranti), aeroporti e ferrovie. A Catanzaro la procura distrettuale antimafia ha avviato “accertamenti preliminari” su quanto avvenuto nel carcere di Rossano venerdi’ sera, quando almeno quattro dei 21 jihadisti detenuti, appresa la notizia della strage di Parigi, avrebbero inneggiato alla “liberazione” della Francia dagli “infedeli”. Ma il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nel pomeriggio, ha precisato che “le carenze di personale, alquanto diffuse in molti istituti penitenziari, non sono di livello tale da compromettere la sicurezza delle strutture. Gia’ prima dei fatti di Parigi avevamo assunto iniziative per adeguare la presenza di personale alle specifiche esigenze degli istituti; iniziative rimodulate per potenziare le verifiche nelle carceri che presentano maggiori rischi di integralismo islamico. A nulla giovano dichiarazioni inesatte e allarmistiche”.

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