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ROMA – Conoscete la favola del re nudo? Il re passava e tutti a dire ” che bel vestito, fatto dai migliori sarti” poi una bambina che grida ” ma è nudo!” 

Beh lo stesso sta accadendo con il presunto emendamento che, approvato ieri (18 novembre 2015 ndr), in legge di stabilità, affronterebbe la questione dei canoni neri, un emendamento presentato a firma del senatore Mirabelli.  Ebbene subito si è alzato il coro mediatico e tutti i giornali hanno titolato “stretta sui canoni neri”. L’Unione Inquilini con un comunicato di ieri, ha detto quello che nessun giornale, tranne meritevoli eccezioni, si è premunito di fare, ovvero abbiamo denunciato come quell’emendamento non serva assolutamente a nulla e che ricalca quanto era già previsto dall’articolo 13 della legge 431/98 e da altre parti della stessa legge.  Abbiamo anche denunciato come non incida sui canoni neri in quanto si riferisce ai soli contratti scritti e registrati.

Infatti, ironizzo, è notorio che chi affitta a nero fa contratti scritti e registrati, cosi come è notorio che coloro che percepiscono una somma superiore a quella prevista dal contratto se scritto e registrato rilascino la ricevuta con l’importo realmente versato. 

Vero?  Macchè il re è nudo e tutti i giornali a ripetere a pappagallo quanto loro diramato dalle veline provenienti dal Senato.  Nessuno che sia andato a verificare la notizia e pochi quelli che hanno dato spazio al comunicato dell’Unione Inquilini e questo sarebbe il meno rispetto al merito della questione.  Lo ripetiamo la norma approvata ripete già quanto previsto, al massimo fa del maquillage, all’articolo 13 della legge 431/98.  Ma tanto basta per fare della legislazione a mezzo stampa.  

Lo ripetiamo è un emendamento pressochè inutile, non si rivolge ai contratti verbali che continuano ad essere la fonte di introiti illeciti e esentasse, non apporta alcuna innovazione.  Bastava informarsi cari giornali e giornalisti e come dire accertare la notizia. Mi dispiace, buon lavoro, con immutata stima.

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