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ROMA – Si erano rifugiati nel loro paese d’origine i tre nigeriani sfuggiti alla polizia durante l’arresto degli altri appartenenti a un sodalizio criminale dedito al phishing e al riciclaggio.

L’organizzazione era stata smantellata il 9 giugno scorso con l’operazione ‘Triangle’: 750 uomini delle polizia italiana, spagnola, polacca, inglese, belga, georgiana, turca e camerunense, con il supporto di Europol ed Interpol, e con il coordinamento di Eurojust, bussarono alla porta dei 62 individui sospettati di appartenere ad un’organizzazione, prevalentemente di origine nigeriana e camerunense, responsabile di reati ai danni di piccole e medie imprese di mezzo mondo. A distanza di quattro mesi, al termine delle indagini basate sulle informazioni raccolte dalla Polizia Postale, gli investigatori nigeriani dell’Economic and Financial Crimes Commission (Efcc) riescono a mettere le manette ai tre fuggiaschi, uomini di spicco dell’organizzazione. Si tratta di un ingegnere meccanico e due proprietari di piccole imprese con interessi in campo internazionale. Sono stati rintracciati nelle loro abitazioni in diversi punti della città di Lagos, in Nigeria: hanno ammesso di essere amici da tempo. Nelle loro case sono stati sequestrati computer, telefoni cellulari, sim card, vari supporti di memoria, oltre a una notevole quantità di documenti bancari comprovanti l’attività fraudolenta.

Per la prima volta, polizia italiana e autorità governative nigeriane hanno lavorato fianco a fianco nel contrasto al cybercrime internazionale. “Da tempo sosteniamo che perché possa essere efficace, la lotta al cybercrime deve fare sistematico riferimento al partenariato pubblico-privato ed alla cooperazione internazionale”, ha detto Roberto Di Legami, direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. “Il successo dell’operazione di oggi – ha aggiunto – è il risultato di una collaborazione affidabile e trasparente tra la Polizia di Stato italiana e l’agenzia nigeriana Efcc”. I tre nigeriani vanno ad aggiungersi agli altri 62 arresti, effettuati con l’operazione ‘Triangle’ a giugno scorso quando le polizie di vari paesi, in collaborazione tra loro, smantellarono il gruppo dedito al riciclaggio di ingenti somme di denaro provento di phishing di ultima generazione. Il gruppo utilizzava la tecnica in gergo tecnico ‘man-in-the-middle’ (uomo in mezzo) consistente nell’accesso informatico abusivo a caselle di posta elettronica di aziende italiane ed estere commesso attraverso tecniche di hackeraggio e social engineering grazie al quale il gruppo criminale si inseriva nei rapporti commerciali tra aziende, all’insaputa delle stesse, indirizzando i reciproci pagamenti su conti correnti nella disponibilità dell’organizzazione.

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