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Castello di Miramare. Ippolito Caffi approda a Trieste, cerniera tra Italia e Oriente

Preludio alle celebrazioni per i 150 anni dalla tragica scomparsa per amor patrio, un omaggio all’artista-reporter che fece del viaggio il leitmotivdi una vita intera

TRIESTE – Venezia, Roma, Napoli. Ma anche Atene, Costantinopoli, Il Cairo, Gerusalemme, fino a Hierapolis in Asia Minore. Andata e ritorno. Poi, Venezia. Infine, Lissa, piccolo isolotto al largo di Spalato.

In queste e tante altre città d’Italia, d’Europa e d’Oriente si districano vita e morte di Ippolito Caffi (1809-1866), vedutista bellunese fra i più innovativi e originali dell’Ottocento nostrano, cui è dedicata la retrospettiva “Ippolito Caffi. Dipinti di viaggio tra Italia e Oriente”, promossa dal MiBACT e dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia.

Ospitato presso il Museo storico del Castello di Miramare, il vedutismo scenografico caffiano non poteva trovare collocazione migliore fra le sale splendidamente intarsiate di quella che per anni fu la dimora dell’arciduca d’Austria Ferdinando Massimiliano e della consorte Carlotta del Belgio. Una scelta, quella dell’ambientazione, non del tutto casuale. 

A spiccare quale punto di congiunzione fra il regnante e il pittore veneto è la passione per l’altrove, la fascinazione per l’esotico, la suggestione dell’ignoto. Una continuità – quella fra due personalità tanto socialmente agli antipodi quanto spiritualmente affini – che la mostra rievoca sottilmente, ripercorrendo le tappe e gli spostamenti di un uomo che, se per alcuni fu un mero interprete dello stile descrittivo veneziano, per altri ne rappresentò il più profondo innovatore.

L’elemento di maggiore novità, infatti, sta nel suo incessante, cangiante vagabondare. Sull’onda degli echi dell’esploratore padovano Giovanni Battista Belzoni e degli scrittori francesi Chateaubriand e Victor Hugo, Caffi fu artista controcorrente e anticonformista, il cui peregrinare esauriva la propria carica propulsiva soltanto al termine dell’atto pittorico, per poi riprendere slancio con maggior vigore all’alba di un nuovo viaggio ancora senza meta e senza nome.

Animato dall’esigenza di documentare la realtà per renderla visibile a un pubblico all’epoca fortemente suggestionabile, Caffi sembra giocare coi colori, dosando toni ora chiari ora cupi, dapprima ariosi poi più puliti e decisi. Rosa e celeste, da un lato; rosso, viola, blu, verde, arancione, dall’altro.

Folclore popolare, fuochi d’artificio e visuali al chiaro di luna arricchiscono d’intensità i veri protagonisti del vedutismo così come lo conosciamo: i luoghi. Luoghi, cui il giorno infonde straniamento, un’improbabile calma, una pace fin troppo desolante; luoghi che, calata la notte, riacquistano vita, senso, persino dinamicità.

Sospesi fra sogno e incanto, i suoi dipinti paiono fissare su tela e cartoncini atmosfere d’immaginifica resa e d’eccezionale realismo, immagini precise nei contorni e sfumate nei dintorni, soggetti che si raccontano e parlano di frammenti di ricordo, vaghi e lontani. 

Sospinto da una cura maniacale per il dettaglio e da un’abilità prospettica d’eccezione, Caffi – instancabile pioniere del pennello – seppe traghettare il genere della veduta dalla rigidità della tradizione settecentesca veneta alla modernità sua coeva, stemperandone la staticità e adottando soluzioni cromatico-luministiche del tutto inedite, ad oggi largamente utilizzate.

Baciato dai flutti di quel “lago” Adriatico che si estende a perdita d’occhio, Ippolito Caffi è sbarcato ancora una volta a Trieste e il Castello di Miramare, con le sue stanze ricolme di storia, d’arazzi e vezzi, ne rappresenta la cornice più calzante, con la sala del trono sontuosamente allestita e quella della rosa dei venti che racchiude gelosamente Festa notturna a Venezia in onore degli arciduchi Massimiliano e Carlotta. A testimonianza del passaggio di Caffi a corte, a imperitura memoria dei posteri.    

SCHEDA TECNICA

MOSTRA: “IPPOLITO CAFFI. DIPINTI DI VIAGGIO TRA ITALIA E ORIENTE”

PROMOSSA DA: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

  Polo Museale del Friuli Venezia Giulia

IN COLLABORAZIONE CON: Fondazione Musei Civici di Venezia

A CURA DI: Annalisa Scarpa

PERIODO: 9 luglio 2015 – 10 gennaio 2016

LUOGO: Museo storico del Castello di Miramare (Trieste) 

ORARIO: tutti i giorni (09:00-19:00)

  La biglietteria chiude alle 18:30.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 041 2770470

SITO WEB: www.castello-miramare.it / www.castellomiramare.org  

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