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ROMA – Non un tentativo di riappropriarsi delle tecniche altrui o di assuefarsi a tendenze dell’arte contemporanea, ma un’esplorazione attraverso il proprio equilibrio interiore che porta l’opera di Fiamma Zagara a confrontarsi con l’universo che la circonda e a stabilire con esso un rapporto intimo ed inequivocabile… 

La mostra “Bipolarismi”, a cura di Fortunato d’amico, visibile in questi giorni e fino al 28 gennaio a Roma, al Palazzo delle Assicurazioni Generali in via Bissolati 76, è un esempio di questo lavoro concettuale, ricco di elementi soggettivi vissuti in prima persona, e incredibilmente differente dall’opera precedente della stessa artista. La fiamma, cioè il calore (il nome della stessa artista non è un caso), sprigiona un’energia rigorosa che si infonde in opere tridimensionali, anche quando appese alla parete, decisamente originali. Negli ultimi anni l’attività della Zagara è stata tesa a sperimentare il calore come mezzo per alterare la forma di altri corpi fisici e dunque per lei tutto è in mutazione costante e qualsiasi materia può essere plasmata e trasformata. Non ha importanza la riconoscibilità della forma di un’opera quanto l’interpretazione del movimento che essa sprigiona. È un pensiero cinetico quello trasmesso dei lavori prodotti dall’artista, nel quale si denota un’interazione continua e riflessiva tra l’oggetto e il suo artefice, alla conquista di uno stato non presente in natura e di una funzione estetica anomala mediante la quale ogni lettura di tracce culturali poetiche ed espressive presenti nel lavoro finale diventa materia di riflessione personale, pur rimandando alla continua lotta bipolare espressa nell’operazione artistica definita. 

I materiali per forgiare questa complicata materia, trasformandola dalla natura o dell’artificio umano in qualcosa di siderale e universalmente unico, sono del tutto particolari: alluminio, forassite, polietilene HD e smalti su tavola, nei cromatismi più ricercati e nei contrasti più accattivanti per l’occhio alla sua prima vista. Sono elementi che creano nuovi codici di un interessante linguaggio plastico nel quale l’espressione di Fiamma Zagara assume una particolare valenza in virtù della conversione dei suddetti materiali in altre strutture complesse attraverso l’elemento primordiale del fuoco. E nonostante questo clima interspaziale e futuristico, ogni opera emana una particolare poesia, un battito interno fatto di respiri dilanianti che si prendono, si rincorrono e si allontanano, creando una drammaticità interiore che fa rima con emozioni ben precise, opera per opera, creatura per creatura. Dalle “incandescenze” alle “emozioni in arancio”, dalle “matasse termiche” alle “contaminazioni” in carbon vetro e alluminio, dalle “pulsioni emozionali” in viscosa alle coloratissime “stratificazioni” nelle quali si aggiungono, stressate nei movimenti delle combinazioni, le filature di juta… Tutto ha un senso nell’opera bipolare della Zagara, in quanto – come affermava Simone de Beauvoir – “non si trasforma la propria vita senza trasformare se stessi”. E insieme alla trasformazione continua di una materia reale resa invisibile o comunque incredibilmente aliena, si trasforma man mano la gestualità dell’artista annessa alla specifica creazione, traducendosi in azione nel suo farsi, in pulsione nella sua volontà creativa, in rivoluzione, se considerata come una sensitiva intuizione esistenziale. Un’esposizione che merita di essere analizzata in tutti i suoi aspetti, come anche il laboratorio dell’artista ai Prati: una fucina di idee, emozioni e riflessioni su quello che la vita ci trasmette e che Fiamma Zagara sa mirabilmente reinterpretare a modo suo, cioè in una chiave più che bipolare!

BIPOLARISMI

Opere di Fiamma Zagara

Mostra a cura di Fortunato D’Amico 

sede della Banca Generali 

via Bissolati 76, Roma

L’esposizione è visitabile fino al 28 gennaio , dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 ( nei prefestivi fino alle 13 ).

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