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Amnesty. 10 dicembre a Roma per i diritti umani

Largo Peter Benenson, findatore di Amnesty International

ROMA – Il 10 dicembre, in occasione del 67° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani e nell’anno della celebrazione del 40° anniversario di Amnesty International Italia, è stato inaugurato a Roma “Largo Peter Benenson – Fondatore di Amnesty International (1921-2005)”, sito nello spazio antistante la sala consiliare del Municipio RM IX Eur.

“Aprite il vostro quotidiano un qualsiasi giorno della settimana e troverete la notizia di qualcuno, da qualche parte del mondo, che è stato imprigionato, torturato o ucciso poiché le sue opinioni e la sua religione sono inaccettabili per il suo governo. Ci sono milioni di persone in prigione in queste condizioni, sempre in aumento. Il lettore del quotidiano percepisce un fastidioso senso d’impotenza. Ma se questi sentimenti di disgusto ovunque nel mondo potessero essere uniti in un’azione comune, qualcosa di efficace potrebbe essere fatto” scrisse l’avvocato inglese Peter Benenson nell’articolo “I prigionieri dimenticati” pubblicato il 28 maggio 1961 in prima pagina sul quotidiano The Observer, dopo aver appreso la notizia che due studenti portoghesi erano stati condannati a sette anni di carcere per aver brindato alla libertà nel Portogallo di Salazar. 

Nacque così Amnesty International. Da allora, le attiviste e gli attivisti dell’organizzazione, insieme a tutti coloro che la sostengono, hanno cambiato la vita di migliaia di persone, liberato oltre 50.000 prigionieri di coscienza, ridando loro libertà e speranza.

“Se davvero si trattasse unicamente di ‘celebrare’ – di fronte al numero e alla gravità delle violazioni dei diritti umani di cui siamo testimoni oggi – forse non avrebbe senso farlo. Ma in realtà, della Dichiarazione universale si tratta, da un lato, di riconoscere l’enorme importanza storica. É soltanto con la sua approvazione infatti, il 10 dicembre del 1948, che gli stati hanno per la prima volta accettato limiti relativi al trattamento delle persone soggette al loro potere di governo. Ed è per questo motivo, perché  i diritti umani così come li conosciamo prima di quel giorno non esistevano neppure sulla carta, che la Dichiarazione è un documento di carattere rivoluzionario” ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia. 

“Dall’altro lato, si tratta di impegnarsi, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà, per realizzare in concreto la visione del mondo che la Dichiarazione incarna: la visione di un mondo più giusto, più libero, meno violento, alla cui costruzione graduale Amnesty International, passo dopo passo e senza scoraggiarsi, continua e continuerà a lavorare”.

Ogni anno in occasione del 10 dicembre, Amnesty International promuove una maratona globale di raccolta firme in favore di persone che in diverse parti del mondo subiscono violazioni dei diritti umani. Per partecipare a “Write for Rights 2015” e salvare “Maria”, Phyoe Phyoe, Rania Alabassi, Yecenia Armenta e Zunar ci si può attivare su: http://www.amnestymaratona.it/

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