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Banche. Boschi sotto tiro, pronta la sfiducia

ROMA – Centrodestra, Lega e M5s all’attacco del governo sulla vicenda delle banche popolari.

Dopo la decisione del M5s di presentare una mozione di sfiducia al ministro Maria Elena Boschi, il centrodestra, unito, alza il tiro e annuncia di voler presentare una sfiducia al governo nel suo complesso. Ma la maggioranza fa quadrato e difende il ministro e l’operato dell’esecutivo. Ad accendere le polveri e’ Renato Brunetta, che annuncia: “Domani presenteremo, tutto il centrodestra unito, alla Camera come al Senato, una mozione di sfiducia contro il governo”. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera spiega che “Boschi e’ solo una figlia di questo governo, una figlia in conflitto di interessi, ma chi ha i piu’ grandi conflitti di interessi e’ il presidente Renzi. Primo perche’ e’ abusivo, non ha mai vinto le elezioni, ha solo vinto delle primarie taroccate, secondo perche’ si basa su maggioranze frutto della compravendita politica di parlamentari. Inaccettabile. La mozione di sfiducia del centrodestra unito, alla Camera come al Senato, sara’ al governo”. Ancora piu’ tranchant il leader della Lega Matteo Salvini, che senza mezzi termini afferma: “Quell’infame di Renzi parla di sciacalli che si approfittano dei morti, lo vada a dire alla vedova del pensionato che si e’ suicidato. La morte del pensionato e’ colpa sua, si'”. 

Il M5s, poi, dopo aver presentato la mozione di sfiducia a Boschi alla Camera, ora annuncia che la presentera’ anche al Senato e chiede alle opposizioni tutte di sollecitare la calendarizzazione della mozione quanto prima. A difendere il ministro Boschi e tutto l’esecutivo c’e’ tutta la maggioranza, compresa la minoranza Pd, e soprattutto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. “La ministra Boschi uscira’ alla grande da questa questione perche non c’e’ nulla da nascondere” afferma. “Ci preoccuperemo innanzitutto di salvaguardare le persone piu’ deboli – spiega ancora il ministro per quanto riguarda i piccoli risparmiatori – sia dal punto di vista della conoscenza dell’oggettiva conoscenza del rischio a cui andavano incontro sia dal punto di vista patrimoniale”. Alle parole di Matteo Salvini risponde a muso duro Ernesto Carbone, per il Pd: “Salvini parla di banche dall’alto dell’esperienza del fallimento di Credieuronord, banca della Lega su cui giravano i soldi della truffa delle quote latte costata, peraltro, agli italiani 4.5 mld di multe europee”, “tralasciamo poi lo spettacolo allucinante e squallido offerto da chi, come Salvini, cerca di strumentalizzare la morte, indegno corollario della pochezza politica del personaggio”.  

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