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Necessaria la completa liberalizzazione dei saldi per risollevare i consumi

ROMA – La situazione allarmante dei consumi non accenna a riprendersi, come dimostra la contrazione delle spese per i regali di Natale (-1,6% rispetto al 2014) che abbiamo evidenziato nei giorni scorsi. Un’ulteriore conferma di un quadro che non può certo essere definito roseo arriva dalle stime relative ai saldi: secondo i primi dati elaborati dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la spesa si attesterà a 179,4 Euro a famiglia, esattamente come lo scorso anno. La situazione che abbiamo davanti è di ‘galleggiamento’, poiché non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di Euro.

E’ evidente che tra i cittadini permangono condizioni di disagio, a causa soprattutto dell’elevato tasso di disoccupazione, in particolare quella giovanile. “Non ci stanchiamo di ribadirlo: per risollevare i consumi serve una completa di liberalizzazione dei saldi. Dover aspettare i primi giorni di gennaio non ha alcun senso, visto che nessuno effettuerà acquisti proprio in attesa delle date in cui verranno avviati gli sconti. Inoltre nei prossimi giorni assisteremo ad una situazione di concorrenza sleale tra commercianti, poiché verranno messi in atto dei saldi camuffati” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

L’altro aspetto della questione è relativo alla possibilità di incorrere in truffe e finte promozioni che, purtroppo, sono sempre dietro l’angolo. Ecco alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere raggirati:

1. Prima dell’avvio dei saldi verificare il prezzo dei prodotti che si vogliono acquistare e, se possibile, fotografare la cifra con il telefono cellulare. In questo modo si avrà una prova certa del prezzo di partenza e sarà quindi possibile valutare la reale convenienza dello sconto; 

2. Non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita, cercando di orientarsi verso prodotti di cui si ha reale necessità;

3. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce e di negozi che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un buon prezzo a saldo dovrebbe aggirarsi attorno al 40% di sconto);

4. Controllare accuratamente il cartellino, su cui devono essere obbligatoriamente riportati, in modo leggibile, sia il vecchio prezzo che quello nuovo, oltre alla percentuale dello sconto;

5. A partire da giugno 2014 i commercianti hanno l’obbligo di accettare pagamento con carte di credito o bancomat tramite POS per cifre superiori a 30 Euro;

6. I prodotti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma dell’anno in corso e non delle stagioni degli anni passati! I prodotti di risulta o di magazzino devono essere venduti separatamente da quelli in saldo;

7. Anche se il cambio del prodotto non è obbligatorio ma a discrezione del negoziante, conservare lo scontrino quale prova di acquisto. Lo scontrino è infatti essenziale in caso di merce fallata o non conforme, poiché vincola il commerciante alle norme di legge relative alla garanzia di sostituzione o al rimborso della somma pagata;

8. I commercianti non sono obbligati a far provare i capi di abbigliamento, tuttavia il nostro consiglio è di diffidare dei negozi in cui non sia appunto possibile provare tali capi;

9. Per problemi o “bufale” rivolgersi ai vigili urbani, all’ufficio comunale per il commercio o ad un’Associazione di consumatori.  

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