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Cancellazione del reato di clandestinità. E’ scontro politico

ROMA –  La cancellazione definitiva da parte del governo del reato di immigrazione clandestina, come votato in Parlamento, ha sollevato un coro di polemiche. In primis, quelle della Lega che annuncia “barricate in Parlamento e poi nelle piazze con un referendum, contro questa vergogna”, come scrive su Facebook il  leader della Lega Matteo Salvini.

“Renzi cancella per decreto il reato di immigrazione clandestina: prepariamoci all’invasione, #cosedamatti”, scrive su Twitter il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.   “La Lega smetta di sbraitare”, replica il capogruppo di Sinistra Italiana, Arturo Scotto: “Il reato di immigrazione clandestina è sbagliato e inefficace. Va abolito. La Lega la smetta di strepitare, Alfano ascolti parole di Roberti”. 

Contraria all’abolizione anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, che su Facebook scrive: “Il governo della Merkel prova vergognosamente a tenere nascosta la verità sulle decine di violenze sessuali di Capodanno. Ma sui giornali tedeschi i fatti stanno emergendo in modo chiaro: era un piano organizzato a tavolino in molte città tedesche e i responsabili sono tutti profughi arrivati da poco e immigrati, tutti arabi e nordafricani. Di fronte a questi fatti gravissimi non una parola di condanna da parte del premier Renzi, evidentemente troppo occupato a varare il decreto per abolire il reato di immigrazione clandestina. Cosa altro dobbiamo subire per colpa di chi ci governa?” 

Anche un sondaggio Ixè per Agorà (Raitre), boccia di fatto la cancellazione: l’84% degli italiani, infatti, vorrebbe più controlli alle frontiere, sul modello di Svezia e Danimarca, per arginare l’immigrazione clandestina. Il 14%, invece, non approva le iniziative intraprese dai due Paesi scandinavi.  Va ricordato che l’abolizione del reato di immigrazione clandestina dovrebbe andare in Consiglio dei ministri il 15 gennaio. Ieri, alla vigilia del Cdm odierno, dove non erano all’ordine del giorno importanti provvedimenti, non si è tenuto preconsiglio e questo ha indotto a spostare l’esame sul reato di clandestinità la prossima settimana, ritenendo importante che una materia così delicata fosse discussa prima in preconsiglio e poi in Cdm. E’ quanto spiegano fonti del governo. 

L’abolizione del reato di immigrazione clandestina è terreno di contrapposizione politica. L’ipotesi di una sua cancellazione era stata presa in esame quest’autunno nell’ambito di un pacchetto di depenalizzazioni formato da due decreti legislativi in attuazione di una delega affidata dal Parlamento al governo. Dopo un rinvio a inizio settembre, i provvedimenti sono approdati al Consiglio dei ministri per un primo esame il 13 novembre e sono stati licenziati, ma senza l’introduzione delle misure sul reato di immigrazione clandestina. La palla a quel punto è passata, per le osservazioni, alle Camere che hanno dato parere favorevole all’abolizione del reato. Ora il testo dei decreti, trasmesso a Palazzo Chigi, deve avere il via libera definitivo dal Consiglio dei ministri.

Questo reato – la cui applicazione ha ovviamente riflessi sui carici di lavoro di procure e tribunali – già non prevede più il carcere, ma una multa da 5 a 10 mila euro e quindi la discussione attorno alla depenalizzazione assume per lo più un carattere politico. 

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