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La notte dei cento falà a Castellana Grotte

ROMA –  A Castellana Grotte il 10 e l’11 gennaio per la Notte delle fanove in onore della Madonna della Vetrana. una lunga scia di luce prodotta da 100 falò ha unito il centro storico e le contrade, raccogliendo fedeli e viaggiatori intorno al fuoco, per cantare e  degustare buon vino e prodotti tipici fino a notte fonda. 

La Festa ricorda il miracolo della Madonna della Vetrana che nel 1691, salvò dalla peste la città, consigliando ai due frati che la sognarono, di organizzare grandi falò per bruciare vestiti e mobili vecchi. E’ una pagina di manzoniana memoria che ancora oggi rivive a Castellana Grotte e che fa del fuoco un elemento di purificazione, liberazione, salute e pace. 

Il rito inizia già la mattina del 10 gennaio quando il comitato Feste patronali fa il giro delle Fanove per valutare quale sia la più bella. Le Fanove (i falò) sono veri e propri monumenti dell’arte contadina a forma di cono. Le radici degli ulivi formano la base, i tronchi l’altezza. Ce ne sono di tutte le misure: le più grandi sono in contrada Stramazzo, al Convento e a Pozzo Cucù. Le più rappresentative sono le quattro di Porta Grande.

Per tutto il pomeriggio intorno alle Fanove hanno cantato, accompagnandosi con la tammorra (il tamburello) e le chitarre cantori volontari che hanno intonato il canto tradizionale dedicato alla Madonna “Tu sei del popolo”.

Altro appuntamento da non perdere la notte tra il 10 e l’11 gennaio: la lunga processione di cittadini che gira a partire dalle 3 di notte per i frantoi di Castellana per offrire il buon olio  alla Madonna. Tappa quindi negli oleifici Manghisi, Valente, Sgobba, Rotolo, Festino, Pace e nell’oleificio sociale Viterbo. Per le vie di Castellana la banda ha accompagnato il corteo con una musica particolarmente dolce: la Diana, una Nenia, che addolcisce il freddo della notte e annuncia l’arrivo della Festa. 

Con quell’olio è stata illuminata la lampada che arderà per tutto l’anno ai piedi della Statua della Madonna nel Santuario. E per finire, all’alba quando il giro è stato ormai completato, tappa nel frantoio Viterbo per la colazione come facevano una volta i contadini prima di affrontare il duro lavoro nei campi: friselle, pomodoro e olio extravergine di oliva, che, prodotto con le olive locali, la coratina e le cime di Mola, viene esportato con successo in tutta Italia e in Europa. 

Il pomeriggio dell’11 il clou della Festa. Dopo la Messa al Santuario è arrivata in processione a Castellana la Statua della Madonna della Vetrana. Il sindaco Franco Tricase Le ha consegnato le chiavi della Città vicino alla Fanova più simbolica, quella di Porta Grande, dove tra fuochi d’artificio e musica della banda si è dato  inizio all’accensione di tutte le Fanove che  sono rimaste accese  contemporaneamente fino all’alba del 12 mattina. E’ la Notte dei cento falò, le Fanove, il fuoco buono di Puglia che unisce, messaggero di pace e amicizia.

             

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