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Pirati della strada: nel 2015 le vittime salgono a 146

ROMA – I pirati della strada in Italia fanno sempre piu’ vittime. Nel 2015 si sono registrati 1.087 episodi (+7,7% rispetto all’anno precedente) con 146 decessi, il 22,7% in piu’ rispetto ai 119 del 2014.

I feriti sono stati invece 1.254, con un incremento contenuto al 2,4%. A lanciare l’allarme e’ lo speciale Osservatorio istituito ormai da 9 anni dall’Associazione amici sostenitori polizia stradale, secondo cui l’anno scorso ad essere smascherato e’ stato il 56,2% dei pirati (contro il 57,8% del 2014) mentre il 43,8% e’ rimasto ignoto; 140 gli arresti, contro i 121 dell’anno prima. Negli episodi mortali, sempre secondo l’Asaps, la percentuale dei conducenti ubriachi o drogati sale fino al 25%. 

Nei 1087 casi del 2015, la positivita’ all’alcol o a sostanze stupefacenti e’ stata accertata in 107 occasioni, “ma e’ un dato – spiega il presidente dell’Associazione, Giordano Biserni – che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato attendibile. Bisogna considerare poi che la positivita’ dei test e’ riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, dunque 611 su 1.087. E spesso quando le forze di polizia identificano l’autore non ha piu’ senso sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest, perche’ sono trascorse ore o giorni dall’evento”. L’anno passato gli eventi mortali sono stati 139 (12,8%), quelli con lesioni 948 (87,2%). I pirati stranieri sono stati 161 sui 611 identificati, il 26,4% (24,2% nel 2014), mentre le vittime non italiane hanno raggiunto l’8,1% del totale fra feriti e deceduti. L’85,5% degli atti di pirateria e’ avvenuto di giorno. E ancora una volta sono state le categorie deboli della strada, in particolare bambini e anziani, a pagare il prezzo piu’ alto in termini di mortalita’ e lesioni: 130 e 135, rispettivamente, i minori coinvolti, il 9,3% e il 9,6% del totale. Ottantadue episodi hanno coinvolto under 14: due i bambini rimasti uccisi, 80 quelli feriti. I pedoni restano la categoria piu’ colpita, con 420 eventi: 76 i morti, pari al 52% dei decessi complessivi (molti piu’ dello scorso anno quando furono 46, pari al 38,6% del totale dei morti) e 404 i feriti (32,2%). 

I casi di pirateria che hanno visto come vittime i ciclisti sono stati 155, come nel 2014, con 19 morti (cinque in meno). La geografia degli episodi vede al primo posto la Lombardia, con 174 eventi (16%), davanti a Veneto (122), Emilia Romagna (112), Lazio (103), Toscana (99), Campania (82), Sicilia (72) e Puglia (54). Un solo caso in Basilicata, 3 in Valle D’Aosta, 8 in Molise. Roma ha collezionato, da sola, 47 eventi gravi, il 4,3% del totale. L”identikit’ del pirata? “Nella maggior parte dei casi – spiega Biserni – si tratta di uomini (silo 57 le donne) quasi sempre sotto i 50 anni, spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti: da qui la decisione di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilita’. Hanno rilievo consistente il timore di perdere i punti della patente o lo stesso documento di guida ma crescono anche i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false”. Del resto, denuncia il presidente dell’Asaps, “le pene previste sono inconsistenti: da tre mesi a tre anni. Solo in caso di incidente mortale con fuga si rischia oggi di rimanere per un certo periodo in cella ma non si hanno notizie in proposito per i 139 pirati che hanno ucciso nel 2015, neanche nei casi di ubriachezza o droga. La condanna media per chi ha ucciso e si e’ dato alla fuga e’ quella assurdamente irridente di 2 anni e 4 mesi. I dati del 2015 – conclude Biserni – dimostrano che la situazione e’ gia’ ampiamente fuori controllo e ha raggiunto numeri record e intollerabili, come in nessun paese d’Europa. Rimaniamo in ansiosa attesa dell’approvazione definitiva della legge sull’omicidio stradale con la speranza che il nuovo reato si riveli una vera forza deterrente per la pirateria”.

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