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L’Università della Tuscia, con la Facoltà di Agraria prima e con il dipartimento Dafne poi, è un punto di riferimento regionale e nazionale sul tema dell’agricoltura sociale, avendo preso parte ad audizioni parlamentari durante il percorso legislativo che ha portato all’approvazione della legge”. Così il viceministro Andrea Olivero si è espresso confermando il ruolo centrale dell’Ateneo viterbese sul tema dell’agricoltura sociale.  Lo ha fatto nel corso  del convegno “Agricoltura e/è sociale.

Dalla legge nazionale alle progettualità territoriali” che si è svolto presso l’Aula Magna  dell’Università della Tuscia al quale hanno partecipato oltre 150 persone tra cui molti relatori. “La legge 141 di sostegno e riconoscimento all’agricoltura sociale – ha sottolineato Olivero – è anche il frutto del lungo lavoro di natura culturale, svolto, da istituzioni come questa Università, le cui attenzioni in termini di ricerca e di animazione hanno messo le basi perché si potesse conseguire il risultato legislativo”.

Andrea Olivero ha poi proseguito sottolineando l’esplicita volontà, nel progetto legislativo, di connotarlo fortemente in senso “agricolo” nell’intento di rafforzare l’impegno di responsabilità sociale da parte delle imprese del settore primario. “C’è un assoluto bisogno” – ha sottolineato il Vice Ministro – “di mantenere dei livelli minimi di welfare nei contesti rurali che contribuiscano a trattenervi e possibilmente ad attirare nuovi residenti, i particolare giovani agricoltori e le loro famiglie”. Il provvedimento legislativo, in questo senso, costituendo una legge quadro rappresenta secondo Andrea Olivero una tappa intermedia, per quanto di grande importanza, verso un rafforzamento dei livelli di welfare e dei servizi alla persona nelle aree rurali che necessiterà dell’impegno delle Regioni, anche attraverso l’implementazione dei PSR. Il  Convegno si è aperto con i saluti del prof. Alessandro Ruggieri Rettore dell’Università della Tuscia, del Sindaco di Viterbo, del Segretario Generale della Camera di Commercio e del Direttore del Dipartimento DAFNE, Saverio Senni, docente di “Economia e politica dello sviluppo rurale” presso il DAFNE ha introdotto il tema ripercorrendo il lungo impegno dell’Ateneo viterbese nella ricerca e nella formazione sui temi della multifunzionalità ed in particolare dell’agricoltura sociale. Una strada iniziata 15 anni fa con il primo convegno intitolato “La buona terra” e che ha contribuito a creare le condizioni perché a livello nazionale si sviluppasse quella sensibilità e attenzione che ha portato il legislatore ad intervenire con la legge 141 del 2015. 

Proprio sulla legge si è soffermata Alessandra Terrosi, componente della Commissione Agricoltura della Camera, che ha ricordato l’originalità di un percorso legislativo che ha coinvolto nella sua definizione i principali attori della società civile e del mondo scientifico. E’ quindi intervenuta l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Rita Visini, che si è soffermata sull’impegno del suo Assessorato per far crescere le esperienze di agricoltura sociale nel Lazio, attraverso iniziative come “Innova Tu”, un bando pubblico che ha visto ai primi posti nella graduatoria dei progetti approvati proposte incentrate sull’agricoltura sociale. L’azione della Regione Lazio è da tempo affiancata da quella dell’Arsial, rappresentata nel convegno da Giovan Domenico Bartolucci, il quale si è soffermato sulle varie iniziative intraprese dall’Arsial a sostegno dell’agricoltura sociale non ultima quella dell’istituzione di un Tavolo regionale dedicato al tema.

Sono intervenuti anche i Consiglieri Regionali Riccardo Valentini e Daniele Sabatini, entrambi componenti della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale, i quali hanno delineato i prossimi passi che l’amministrazione regionale potrà realizzare per dare forza ai soggetti regionali che sono impegnati o intendono impegnarsi in questo ambito. 

L’ultima parte della giornata ha ospitato gli interventi dei rappresentanti di Confagricoltura, Coldiretti e Cia, le tre principali organizzazioni agricole del territorio, del Servizio Disabile Adulto della ASL di Viterbo e infine della Fattoria di Alice e del Giardino di Filippo, due realtà virtuose, impegnate da anni a realizzare percorsi di inclusione e riabilitazione sociale attraverso l’agricoltura e il rapporto con gli animali.

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